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PrestO e Libretto Famiglia saranno i nuovi voucher

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A seguito dell’indizione del referendum sull’abolizione dei voucher il Governo, in fretta e furia, ha legiferato per cancellarli. L’obiettivo è stato chiaramente quello di evitare un altro smacco in sede elettorale. Dopo l’abolizione di questo strumento però, è rimasto un vuoto legislativo. Vuoto che è stato colmato negli ultimi giorni con il decreto che stabilisce i nuovi voucher: si chiamano PrestO e Libretto Famiglia. Ecco in cosa consistono.

Nuovi voucher: come funziona PrestO

PrestO è la nuova tipologia di voucher che sarà disponibile soltanto per le imprese. Questo nome così particolare deriva dall’acronimo di “Prestazione Occasionale”. Per potervi accedere, questi sono i requisiti: l’impresa deve avere non più di 5 dipendenti; non può pagare più di 5000 euro annui totali tra tutti i contratti PrestO e il lavoratore non può ottenere più di 2500 euro annui dalla stessa azienda e 6.250 euro in totale. Infine, ultimo requisito: il lavoratore non può essere un ex dipendente dell’azienda stessa da almeno 6 mesi.

Il nuovo contratto PrestO prevede un massimo di 4 ore lavorative al giorno fino ad un massimo di 280 euro l’anno. Il pagamento orario minimo non è più di 7,50 euro ma di 9 euro (netti). Qualora l’impresa dovesse sforare uno dei parametri sopra elencati, il contratto di lavoro si trasformerebbe in tempo pieno e indeterminato.

Sono escluse dal PrestO le imprese nell’ambito edilizio, appalti o servizi. Chi lavora nel settore agricolo può invece usare questi nuovi voucher soltanto per assumere temporaneamente pensionati, disoccupati o studenti.

Nuovi voucher: come funziona il Libretto Famiglia

Uno strumento simile al PrestO è stato pensato anche per le famiglie. Si chiama Libretto Famiglia e serve per retribuire legalmente le persone che si occupano di lavori saltuari. Per esempio una colf che lavora una volta a settimana, una baby sitter, un giardiniere, e così via.

A differenza del PrestO, il Libretto Famiglia non è un contratto ma una card ricaricabile, tipo Postepay. Tramite questa carta è possibile acquistare buoni a partire dal costo di 12 euro, dei quali 10 euro all’ora vanno al lavorante e 2 euro in contributi e assicurazione. Anche in questo caso sono previsti dei limiti: il lavoratore non può percepire più di 2500 euro annui dalla stessa famiglia e più di 5000 euro annui in totale.

Le richieste di entrambi i nuovi voucher si possono effettuare online mediante il sito dell’Inps. Se un lavoratore è iscritto nelle liste di disoccupazione, venire retribuito con questi strumenti non interrompe il suo status di disoccupato e non interrompe l’ottenimento dei sussidi. Inoltre questo tipo di compensi è esente da imposizione fiscale per il lavoratore.

Foto: Freeimages

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