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Documento unico di circolazione: le novità del codice della strada

documento unico di circolazione

Nel 2018 verrà applicata una nuova rivoluzione al codice della strada. Entra infatti in vigore il cosiddetto documento unico di circolazione. La nuova legge è stata approvata in questi giorni dai due rami del Parlamento, a breve verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore a partire dal 1° luglio 2018. Tante le novità, realizzate in particolar modo per contrastare i cosiddetti furbetti, ovvero gli evasori fiscali. Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge e quali novità ci saranno per gli automobilisti.

Documento unico di circolazione: cosa contiene il nuovo certificato

Il documento unico di circolazione andrà a sostituire il certificato di proprietà e il libretto. Esso varrà sia per le auto che per le moto e i rimorchi. Il nuovo certificato verrà rilasciato dal nuovo organo chiamato Agenzia per il Traporto Stradale al momento dell’acquisto del nuovo veicolo o del passaggio di proprietà. Attenzione perché il certificato di proprietà e il libretto “vecchi” non scadono. Quelli emessi prima dell’entrata in vigore della legge resteranno validi. Il nuovo documento unico di circolazione andrà semplicemente a sostituirli.

La decisione sul nuovo documento ha una duplice finalità. Da un lato infatti è l’automobilista (o motociclista) a risparmiare in quanto anziché pagare due tasse (diritti di Motorizzazione e PRA) ne pagherà una sola. Il risparmio si stima tra i 32 e i 40 euro. Inoltre il cittadino dovrà scontrarsi con meno burocrazia. Ma ci va a guadagnare anche lo Stato perché in questo modo sarà più semplice scoprire gli evasori del bollo auto.

Sul nuovo documento compariranno contemporaneamente i dati dell’auto e quelli sulla proprietà. A questi poi andranno aggiunti, di volta in volta, i vari certificati della revisione. Ad ogni revisione verrà aggiornato il numero dei chilometri percorsi dall’auto (per evitare truffe in caso di rivendita), e i dati saranno visibili anche online sul Portale dell’Automobilista.

Radiazione per chi non paga il bollo auto

Sul nuovo documento unico di circolazione verrà apposto il cedolino che certifica l’avvenuta revisione per legge. L’officina che effettua la revisione dovrà verificare che sul veicolo sia stato pagato il bollo. Qualora non sia stato pagato per 3 anni, sarà obbligata a fare la segnalazione alle autorità che sequestreranno il mezzo. Il proprietario, per ritornare in possesso del suo veicolo, dovrà pagare una multa e rimettersi in regola, altrimenti la sua auto resterà nei depositi giudiziari. Qualora l’officina effettuasse regolarmente la revisione senza effettuare la segnalazione, in caso fosse scoperta l’evasione sarà costretta anche lei a pagare una multa.

Nel nuovo decreto è stata abolita anche la possibilità per l’automobilista di fare ricorso contro la radiazione della sua carta di circolazione. L’unica via per non pagare è quella di aprire un contenzioso tributario visto che il bollo auto verrà trattato come una normale tassa come l’Imu o l’Iva.

Foto: Freeimages

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