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Dieta Shangri-La: come funziona e quanti chili fa perdere

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dieta shangri-la

A volte le diete dimagranti sono davvero originali. Se la dieta degli omogeneizzati, quella paradossale o la Paleo vi sembravano strane, la dieta Shangri-La vi lascerà a bocca aperta. Sì perché si basa su un principio…”letterario”. Inventata dal dietologo Seth Roberts, essa prende il nome dalla città di Shangri-La, una città immaginaria descritta nel libro Orizzonte Perduto di James Hilton, nella quale in sostanza tutti fanno ciò che vogliono. E la dieta Shangri-La, fedele a questo principio, dice che tutti possiamo mangiare ciò che vogliamo. Sarà poi il nostro corpo a “darci una regolata”. Ma come funziona nel dettaglio?

Cosa si mangia nella dieta Shangri-La

Come detto in precedenza, la dieta Shangri-La ci permette di mangiare ciò che vogliamo. Esistono soltanto due regole: tra un pasto e l’altro bisogna ingoiare da 15 a 45 ml di olio d’oliva oppure 15-30 ml di acqua e zucchero. La seconda regola dice che al di fuori dei pasti e del bicchierino di olio/acqua non bisogna toccare assolutamente nulla. Non devono esserci altri sapori di nessun tipo che sfiorano il palato, dunque non solo cibo, ma anche sigarette o gomme da masticare. Lo stesso vale per il profumo del cibo.

Secondo la teoria di Roberts, il corpo associa i sapori alle calorie. Per questo motivo è più “indulgente” quando ci sono sapori che ci piacciono. In questo modo però c’è il rischio di diventare sovrappeso o obesi. Bevendo invece olio d’oliva oppure acqua zuccherata, si “insegna” al corpo ad assumere calorie senza associarle al sapore. Questi alimenti infatti non hanno quasi per niente sapore. In questo modo il corpo “imparerà” a volere meno cibo.

Alla base della dieta Shangri-La c’è il cosiddetto “setpoint”. Il setpoint è il livello di richiesta di cibo del nostro corpo. Se mangiassimo tutto ciò che ci pare, il setpoint salirebbe sempre di più. Ma anche mettendoci a dieta ferrea, il nostro corpo avrebbe un setpoint alto perché desidererebbe gustare il sapore del nostro cibo preferito. E si sa, più si è a dieta e più si sogna il cibo. Il segreto starebbe dunque nell’abbassare il setpoint, per fare in modo che pur mangiando i nostri cibi preferiti, sia il corpo stesso a dirci che ne vuole sempre meno. Il setpoint si regolerebbe autonomamente, portandoci alla fine a consumare solo le calorie necessarie e senza esagerare. E soprattutto senza rinunciare a niente.

Un altro metodo che secondo Roberts farebbe abbassare il setpoint è consumare cibi sconosciuti. Il nostro corpo infatti non ha ancora associato il sapore di un nuovo cibo alle calorie, e così associazioni inusuali (suggerisce ad esempio la cannella sulla pizza), o cibi mai mangiati stimolerebbero meno la fame. A differenza delle altre diete, la dieta Shangri-La promette di far perdere peso senza soffrire la fame. La principale critica che Roberts muove alle altre diete è che sono basate sulla rinuncia. In questo modo non sarebbero sostenibili sul lungo periodo. Mangiando invece tutto ciò che si vuole, la dieta Shangri-La può essere potenzialmente seguita per sempre.

La dieta Shangri-La è più facile di prendere una pillola, e 100 volte più sicura e meno costosa

ha dichiarato l’ideatore.

La dieta Shangri-La funziona?

Cominciamo subito col dire che la dieta Shangri-La non si fonda su basi scientifiche. È soltanto la teoria di un dietologo, ma va anche aggiunto che molte diete nate negli ultimi anni non hanno basi scientifiche. L’unico modo per capire se davvero funziona è dunque provarla. L’aspetto positivo è che comunque non si corre alcun rischio visto che bere un po’ d’olio d’oliva o acqua zuccherata non fa male. Va inoltre specificato che questa dieta, dando la libertà di mangiare ciò che si vuole, rischia di essere interpretata male, così da portare qualcuno a pensare di poter mangiare senza controllo. È ovvio che si può mangiare tutto ciò che si vuole, ma con porzioni ragionevoli.

Un altro punto a sfavore è che la dieta Shangri-La non è associata all’attività fisica e ad alcun tipo di aiuto psicologico. Dunque le persone gravemente obese rischiano di non trovare alcun beneficio da questo regime alimentare che invece è pensato magari per chi è già normopeso o leggermente in sovrappeso. La dieta è sconsigliata anche a chi soffre di diabete, colesterolo alto, problemi cardiaci e ipertensione.

Ma quanti chili si perdono con la dieta Shangri-La? Come detto, non ci sono studi scientifici al riguardo. Sul suo sito il dietologo afferma di aver perso circa 15 kg e mezzo da quando l’ha iniziata. Però non ci sono riscontri su altri pazienti esterni. Roberts consiglia di aumentare la dose di olio o acqua zuccherata di circa 15 ml se dopo un mese di dieta non è stato perso nemmeno un etto.

Foto: Freeimages

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