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Dieta degli omogeneizzati funziona? Ecco cosa mangiare

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dieta degli omogeneizzati

Se le diete tradizionali non funzionano, sono sempre di più le persone che guardano alle star per intraprendere una dieta miracolosa. Una di quelle che sta spopolando maggiormente negli ultimi tempi è la cosiddetta dieta degli omogeneizzati. È diventata famosa grazie alle ammissioni di star di primo piano del calibro di Jennifer Aniston e Lady Gaga. Da quando hanno ammesso di seguirla, molte donne hanno deciso di fare lo stesso. Ma in cosa consiste? E funziona davvero? Conosciamola più da vicino.

Il menu della dieta degli omogeneizzati

La dieta degli omogeneizzati non esclude né predilige alcun tipo di alimento. L’unica differenza con le diete tradizionali è che tutti i nutrienti devono essere assunti in forma di omogeneizzato. Anche per questo motivo il regime viene soprannominato “baby food diet”, o dieta dei neonati. Il principio che guida i fautori di questo regime alimentare è che se gli omogeneizzati fanno bene ai neonati, allora fanno bene anche agli adulti. Esso consiste nell’omogeneizzare i normali ingredienti che consumeremmo ogni giorno, fino a consumare un massimo di 14-16 vasetti al giorno.

Nel dettaglio, ad ogni pasto (dunque colazione, pranzo e cena più le merende) si consumano dai 2 ai 5 vasetti di omogeneizzato da 70-80 grammi. Essi possono essere composti da carne, frutta o verdura con poco sale, zucchero o conservanti. In questo modo si consumano dalle 20 alle 100 calorie a vasetto. Gli omogeneizzati in commercio per i neonati vanno bene; esistono inoltre dei macchinari che permettono di produrli in casa.

Il menu della dieta degli omogeneizzati permette anche, di tanto in tanto, di assumere cibi solidi, ma rigorosamente dietetici e nutrienti. Inoltre deve essere associata all’attività fisica.

Quanti chili fa perdere la dieta degli omogeneizzati?

Secondo gli inventori di questa dieta, in 6 settimane è possibile arrivare a perdere 9 kg. I dietologi però sconsigliano vivamente di seguire questo regime alimentare, specialmente se per lunghi periodi. La masticazione aumenta la sensazione di sazietà, ma qui è assente. In altre parole inghiottire omogeneizzati in pochi secondi aumenterebbe il senso di fame. Non si correrebbe il rischio carenze alimentari (sempre rispettando la rotazione degli alimenti), ma dal punto di vista psicologico diventa difficilmente sostenibile. Si perde infatti quella soddisfazione che si ha mangiando e masticando, ed è quindi facile che venga abbandonata in fretta.

Inoltre la perdita di massa grassa è fittizia, nel senso che una volta terminata la dieta è facile riprendere in fretta i chili persi. Si tratta di una dieta a breve termine. Questo tipo di dieta è altamente sconsigliata ai vegetariani e vegani. Anche se esistono omogeneizzati alla frutta o alla verdure, se non si consumano quelli derivati dalla carne c’è il rischio di soffrire di carenza di proteine. Non esistono infatti omogeneizzati al seitan, fagioli, soia o con altri alimenti proteici vegan. Difficile anche seguire la dieta per i celiaci visto che non tutti gli omogeneizzati sono gluten-free. Prima di iniziare la dieta degli omogeneizzati, e mentre è in corso di svolgimento, chiedere sempre il parere del proprio medico curante.

Foto: Pixabay

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