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Nuovi ticket sanitari: con la riforma molti non li pagheranno

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Ancora una riforma della sanità in vista per l’Italia. Questa volta però non ci sarà il classico salasso a cui siamo abituati. Tutt’altro: la proposta è di abolire i ticket sanitari per i più poveri. Ad oggi infatti il Sistema Sanitario Nazionale prevede che tutti debbano pagare il ticket. Chi più chi meno, a seconda del reddito, ma qualcosa da pagare c’è sempre. La nuova proposta del Ministro Lorenzin va nella direzione assistenziale: togliere i privilegi ai ricchi per non far pagare i poveri. Vediamo come saranno i nuovi ticket sanitari.

Come funzioneranno i nuovi ticket sanitari

Partiamo da un numero: 3 miliardi di euro. Questa è la cifra stimata del costo dei ticket per la sanità in Italia. Sembra una cifra alta, ma se confrontata ai 113 miliardi dell’intero Fondo Sanitario Nazionale, sono briciole. Già partendo da questo confronto si capisce come sarebbe possibile persino tagliare l’intero costo senza pesare sulle tasche degli italiani. Ma siccome bisogna sempre tenere d’occhio il bilancio, questi soldi potrebbero essere recuperati da un’altra parte.

La proposta più fattibile sembra annullare la detraibilità delle spese sanitarie per i redditi più alti. Ad oggi è possibile scaricare dalle tasse il 19% della spesa sanitaria, tenendo conto della franchigia di 129,11 euro. La proposta prevede l’impossibilità, sopra un certo reddito, di applicare la detrazione. Altra possibilità è agire sulle cosiddette soglie di esenzione. Ad oggi hanno diritto all’esenzione dal ticket:

  • i malati cronici
  • chi è affetto da malattie rare
  • gli invalidi
  • chi scopre un tumore in fase precoce
  • le donne in gravidanza
  • i test HIV
  • basso reddito.

In particolare sarebbero esenti per reddito le persone sotto i 6 anni o sopra i 65 con un reddito familiare inferiore agli 36.151,98 euro, oppure chi vive a carico di pensionati sociali o disoccupati. L’idea è di ridurre la soglia in modo da far rientrare meno persone nella fascia esente. Per ultima c’è la classica possibilità di tagliare la spesa sanitaria, lasciando maggiore autonomia alle regioni. In questo modo però verrebbe meno la finalità sociale dell’iniziativa, pertanto potrebbe essere la strada meno percorribile.

Ticket sanitari: cosa sono e perché si pagano

I ticket sanitari sono uno strumento introdotto nel lontano 1982 per permettere di accedere a visite specialistiche presso la sanità pubblica. Furono istituiti per rendere sostenibile il sistema sanitario pubblico, in modo da garantire un servizio di qualità anche a chi non poteva permettersi di pagare visite presso le cliniche private.

Ad oggi il ticket si paga per le visite specialistiche, il pronto soccorso in codice bianco (visite non urgenti), le cure termali e le prestazioni farmaceutiche. Le Regioni hanno comunque autonomia su cosa e quanto far pagare.

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