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Mass Effect Andromeda recensione: al via una nuova trilogia

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La nuova trilogia di Mass Effect è cominciata. Mass Effect Andromeda aprirà un trittico di uscite che, almeno nella speranza degli sviluppatori, dovrà sostituire nel cuore dei fans la trilogia precedente. L’impresa è titanica, ma anche quella che si prefigge il protagonista del gioco di trovare una nuova casa per l’umanità tanto semplice non è. Andiamo ad analizzare il nuovo lavoro di Bioware.

Mass Effect Andromeda: un salto indietro, nel tempo e non solo

Va subito specificato che Mass Effect Andromeda non è un sequel della trilogia originale, ma un prequel. È cioè ambientato in un tempo precedente al primo Mass Effect. La Terra è diventata ormai invivibile e così gli esseri umani hanno cominciato a viaggiare nello spazio per colonizzare altri pianeti. Il protagonista sarà Ryder (a scelta tra personaggio maschile e femminile) che “eredita” il titolo di Pioniere dal padre e ha il compito di trovare nuovi pianeti abitabili ed eliminarne le eventuali minacce. Inizia così un viaggio lungo in diverse galassie nelle quali verremo in contatto con numerose specie aliene. La maggior parte saranno amichevoli, alcune si uniranno persino a noi, altre amichevoli non lo saranno affatto.

Tecnicamente Mass Effect Andromeda è considerato un videogioco d’azione, ma è più accurato definirlo un RPG d’azione. Ha infatti tutti gli elementi del gioco di ruolo, e a volte anche troppi. Anche se è stato fortemente criticato per le animazioni poco accurate, e per qualche bug di troppo, a nostro avviso il problema fondamentale è la mancanza di ritmo. Ricordiamo tutti (o almeno chi ci ha giocato) l’inizio scoppiettante del primo Mass Effect: subito in azione a sparare ai nemici. Qui si comincia molto lentamente, pure troppo. I dialoghi sono estenuanti, a volte bisogna completarli tutti per sbloccare le missioni. Anche se il gioco ci prova a calarci un po’ nell’azione nei primi minuti di gioco, per la maggior parte delle prime 2 ore (magari anche 3) ci sarà solo da parlare. È importante conoscere la trama, le origini della situazione in cui ci troviamo e la storia dei compagni, ma a nostro avviso Bioware ha fatto il passo più lungo della gamba. Volendo realizzare un videogioco enorme, stabilendo il record di linee di dialogo, ha fatto un autogol. Non solo, infatti, non è riuscita a stare dietro a tutte le animazioni facciali che devono essere di conseguenza gestite da un algoritmo, ma ha di fatto reso noioso un gioco che tutto sommato non era male. Durante le scene d’azione infatti Mass Effect Andromeda è anche divertente, peccato che si noti la volontà di strafare degli sviluppatori.

Tecnicamente di buon livello, ma migliorabile

Bioware infatti tenta di strafare in tutto. Come abbiamo detto lo fa nei dialoghi, troppo lunghi e con troppi personaggi. Lo fa nelle missioni, a volte eccessivamente lunghe. La soglia di attenzione nelle sparatorie non dura molto, le missioni dovrebbero durare pochi minuti, oppure venire intervallate da momenti di pausa. Invece alcune situazioni in Mass Effect Andromeda sono davvero interminabili. Sono troppe anche le cose da fare. Che se per la longevità non è un male (se si volessero completare tutte le missioni secondarie il gioco durerebbe centinaia di ore), dà una sensazione di tsunami che travolge l’utente. In pratica parlando quasi con ogni personaggio si ottiene una missione, a volte anche più di una. Il risultato è che il pannello delle missioni si riempirà ad una velocità incontrollabile. Molto spesso durante una missione ce ne vengono assegnate altre secondarie, e se speravate di finirle tutte prima di riprendere con quelle principali, potete scordarvelo.

Però non è tutto da buttare nel lavoro di Bioware. Il gameplay è divertente, la fase action non è cambiata dalla trilogia, ed è un bene visto che era uno dei suoi punti di forza. La grafica non è la migliore che ci sia in circolazione, ma non ce lo aspettavamo nemmeno visto che lo spazio è stato sfruttato per fornire una vastità di contenuti e non poteva essere occupato da byte grafici. Discreta l’idea della trama e ovviamente ottima la longevità. Anche il comparto sonoro è eccellente. Inoltre il gioco è altamente rigiocabile visto che i bivi sono tanti e la storia può prendere risvolti diversi. Alta anche la quantità di romance, che stuzzica sempre gli utenti.

Conclusioni

Valutando complessivamente Mass Effect Andromeda ci sentiamo di definirlo un buon gioco, ma peggiore di come ce lo aspettavamo. Le recensioni della maggior parte delle redazioni mondiali si sono concentrate sui bug grafici, e gli hanno assegnato voti bassi. A nostro avviso non è tanto questo il problema principale perché i bug si risolvono con qualche patch. Il problema principale di Mass Effect Andromeda è l’altalena della linea di attenzione dell’utente. Capiterà infatti che tra una scena d’azione e l’altra passino anche 2-3 ore. Ore infarcite di dialoghi e corse da una parte all’altra della città per trovare un oggetto ben nascosto. A volte la noia rischia di aggredirvi, se succede è il caso di interrompere le missioni secondarie e ricominciare a sparare. Le critiche mosse a Bioware sono state tante, speriamo che le assimili e il prossimo capitolo non presenti le stesse problematiche.

Media voto Metacritic: 74/100 (PS4), 76/100 (PC e Xbox One)

Mass Effect: Andromeda - Recensione

Trama - 8
Grafica - 7
Sonoro - 9
Gameplay - 8.5
Rigiocabilità - 10
Longevità - 10

8.8

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