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La Quarta Rivoluzione Industriale è già iniziata: cos’è e come fare per non esserne sopraffatti

quarta rivoluzione industriale

Ormai già da qualche anno è iniziata quella che viene comunemente chiamata “la Quarta Rivoluzione Industriale” e probabilmente, anche mentre state leggendo questo articolo, da qualche parte del mondo ci sono dei lavoratori che stanno perdendo il loro impiego perché sostituiti da un robot, un processo di automazione o un algoritmo. Il mondo del lavoro, infatti, sta per subire dei cambiamenti radicali, e questo processo sta succedendo proprio a causa dello sviluppo tecnologico in relazione a robotica e Intelligenza Artificiale.

Anche se sembra un discorso da film di fantascienza, purtroppo questa rivoluzione è già cominciata da diverso tempo e ha già iniziato a produrre i primi risultati. Proprio per questo motivo il tema della quarta rivoluzione industriale è stato centrale durante il recente World Economic Forum che si è tenuto a Davos, in Svizzera. Per fare chiarezza su questa tematica, l’azienda di recupero dati Recovery Data ha prodotto un’infografica che potete consultare sotto questo articolo.

I dati e le statistiche presentate durante il World Economic Forum sono apocalittiche da una parte, ma dall’altra forniscono anche una via di salvezza per non rischiare di venire sopraffatti dalla rivoluzione in corso. Si parla di 7 milioni di posti di lavoro che verranno persi nel corso dei prossimi 5-10 anni, con un aumento esponenziale nel corso del tempo. Il processo è già iniziato: oggi quasi la metà delle attività che vengono abitualmente svolte da esseri umani è rimpiazzabile da tecnologie già esistenti.

infografica

Per capire meglio di cosa si sta parlando, ecco un rapido esempio: l’anno scorso, in Giappone, è nata la prima fattoria completamente automatizzata. Ci lavorano, infatti, solo un esiguo numero di esseri umani, il cui compito è semplicemente controllare che i robot e le macchine facciano bene il loro lavoro, che comprende tutte le fasi della produzione di lattuga (questo è il tipo di prodotto), dalla semina, al raccolto, al confezionamento. In seguito all’automazione, la produzione quotidiana è passata da 21.000 a 50.000 unità.

All’interno delle fabbriche le macchine esistono da centinaia di anni, ma è solo da pochi decenni che hanno iniziato a comparire i robot industriali, in alcuni settori più che in altri. In Italia, che in quanto a robotica è il secondo mercato in Europa, ci sono 155 robot industriali ogni 10.000 lavoratori, numero che sale a 900 nel settore automobilistico. A livello globale, si prevede che entro il 2023 ci saranno 3.200.000 di robot al lavoro nelle fabbriche di tutto il mondo.

La rivoluzione delle competenze e lo human cloud

Se queste previsioni sono a dir poco catastrofiche, in realtà un modo per non venire sopraffatti esiste e consiste in una ridefinizione del lavoro da parte dell’uomo, passando dall’attuale concezione fisica a una più creativa ed emotiva. Insomma, l’uomo dovrà essere in grado di reinventarsi per sopperire a tutti i compiti che non saranno mai in grado di svolgere le macchine.

Questo cambiamento culturale viene chiamato “The Skill Revolution”, la rivoluzione delle competenze. I lavoratori del futuro (neanche troppo lontano) dovrà possedere capacità come il problem solving, l’apprendimento dinamico e il pensiero critico. Le aziende avranno sempre bisogno di qualcuno che abbia competenze particolari e specifiche: per questo prenderà sempre più forma lo “human cloud”, una forza lavoro formata da persone altamente specializzate, indipendenti che lavorano on-demand e che vendono proprio le loro particolari abilità. Oggi questo tipo di lavoratori rappresenta il 35% della forza lavoro totale, ma si prevede che entro il 2030 saranno oltre il 75%.

Se volete scoprire nel dettaglio quali sono le professioni che spariranno, quali rimarranno e quali invece nasceranno, potete consultare l’infografica oppure dare un’occhiata all’articolo completo sulla quarta rivoluzione industriale e il futuro del lavoro.

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