Viaggio in Messico: documenti, tasse e altre cose da sapere

di Onofrio Marco Mancini
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viaggio in messico

Spiagge incontaminate, siti storici e una delle cucine più rinomate del mondo: il Messico è una delle mete preferite dai turisti. Il Paese del Centroamerica ha molti problemi sociali, ma dal punto di vista di un visitatore può sembrare un Paradiso in Terra. Nonostante il Messico sia “vicino di casa” degli Stati Uniti, per visitarlo non c’è bisogno di tutta la trafila nota degli USA. Qui i documenti di viaggio e gli aspetti burocratici sono molti di meno, ma bisogna comunque conoscerli. Vediamo dunque tutto quello che bisogna sapere prima di intraprendere un viaggio in Messico.

I documenti per il viaggio in Messico

Come per tutti gli altri Paesi extra europei prima di tutto bisogna assicurarsi di possedere un passaporto in corso di validità. Per la precisione il passaporto dev’essere valido per almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese. Per chi va in Messico come turista, cioè la stragrande maggioranza dei viaggiatori, non è necessario un visto d’ingresso. L’entrata in Messico è libera, a patto di non restare per più di 90 giorni. Nel caso in cui, per cause di forza maggiore si debba restare oltre i 90 giorni, oppure se lo si sa prima, è possibile rivolgersi presso l’Istituto Nazionale di Immigrazione per chiedere una proroga fino a 180 giorni. Oltre questo periodo di tempo non si può restare, almeno da turista.

Per motivi diversi da quello turistico, quindi studio o lavoro per esempio, bisogna chiedere un visto d’ingresso. Il visto si può richiedere in Italia, presso l’Ambasciata messicana di Roma o il Consolato messicano di Milano. Se invece si entra in Messico come osservatore o per motivi umanitari bisogna richiedere un vero e proprio permesso di soggiorno presso l’Istituto Nazionale di Immigrazione messicano.

Viaggio in Messico: tasse, burocrazia e altre cose da sapere

Il Messico prevede il pagamento di una tassa d’ingresso nel Paese di circa 15 euro, qualsiasi sia il motivo della visita. Niente paura comunque perché nella maggior parte dei casi la tassa, chiamata tassa aeroportuale, è già compresa nel biglietto aereo ed è segnalata dalla sigla “UK”. Se non è inclusa si paga al momento dell’uscita dal Paese, direttamente in aeroporto.

Per quanto riguarda i documenti burocratici, bisogna compilare un formulario per la dogana. A volte è la compagnia stessa che lo distribuisce a bordo dell’aereo e poi lo consegna all’arrivo. In caso non lo facesse bisogna compilarlo una volta arrivati in aeroporto, presso lo sportello delle Autorità locali.

Alla dogana i controlli sono piuttosto rigidi. È possibile introdurre gratuitamente beni di valore superiore ai 500 dollari americani se si arriva in aereo o in nave, e solo 300 dollari se si arriva via terra; se si supera tale valore, si paga una tassa del 16% sulla cifra eccedente. Se i beni introdotti superano la quota di 1.300 dollari è possibile che vengano bloccati temporaneamente per essere registrati come importazione di beni, e dunque si devono pagare ulteriori tasse. Non sono compresi in questa somma gli effetti personali come abiti, macchine fotografiche (non più di 2 a passeggero), libri, lettori CD e DVD, attrezzatura sportiva o da campeggio, cellulari o computer portatili. Non si possono trasportare più di 400 sigarette, 25 sigari, 200 grammi di tabacco e 3 litri di alcolici di qualsiasi genere.

Per quanto riguarda il denaro contante invece si possono portare con sé somme corrispondenti al massimo a a 10 mila dollari americani. Fino a questa cifra non c’è bisogno di dichiarare nulla, se si supera invece bisogna dichiararlo alla dogana, attraverso il formulario. La moneta locale è il peso (1 euro=20,8 pesos circa) e non c’è limitazione nell’utilizzo. Se si trasportano animali domestici bisogna portare con sé il certificato della vaccinazione anti-rabbica e il certificato sanitario rilasciato dalle autorità italiane almeno 5 giorni prima della partenza.

Per spostarsi in Messico il mezzo più comune è l’automobile. Per guidarla serve la patente internazionale. In alternativa il mezzo più efficiente è l’autobus. I treni invece non coprono tutte le destinazioni, mentre le principali città sono collegate da tratte aeree. Per spostarsi in città è possibile utilizzare anche i taxi (ma occhio perché non sono molto affidabili). È consigliabile, prima di intraprendere un viaggio in Messico, stipulare un’assicurazione sanitaria che possa coprire ogni tipo di intervento medico in quanto la sanità pubblica è fatiscente, mentre quella privata è di ottimo livello, ma costosa. Non sono previste vaccinazioni obbligatorie, ma è consigliabile consultare un medico per fronteggiare epatite, salmonella e morbillo, oppure se si vogliono fare escursioni in luoghi fuori dai normali centri turistici, dove possono persistere epidemie come quella della malaria.

Il numero di emergenza è lo 066. Per ulteriori informazioni sul viaggio in Messico visitate il sito del Ministero degli Esteri.

Foto: Pixabay

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