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Che fine ha fatto il virus Zika? Siamo vicini al vaccino

virus zika

Un anno fa, più o meno di questi tempi, si diffuse un allarme che fece spaventare milioni di persone, in particolare le donne incinta. Si chiamava virus Zika e, nonostante non provocasse la morte di chi ne veniva contagiato, poteva provocare malformazione nei feti. Come spesso accade in casi come questo, si diffuse un allarme ingiustificato. Poi con l’arrivo della primavera l’allarme cessò e oggi è solo un lontano ricordo. Ma che fine ha fatto questo virus?

Molto vicini a un vaccino contro il virus Zika

Per fortuna la scienza ha una memoria e una soglia di attenzione migliore rispetto a quella dei media e, nonostante il polverone si sia ormai abbassato, ha continuato la ricerca. Le ultime novità arrivano dal Centro ospedaliero universitario svizzero che è riuscito a capire molto nel dettaglio come agisce questo virus e di conseguenza ha cominciato a lavorare su un vaccino. In primis i ricercatori svizzeri sono riusciti a capire perché, effettuando un’amniocentesi, non si nota la presenza del virus: perché non si trova nel liquido amniotico ma direttamente nel cervello del bambino. Di fatto la presenza del virus Zika si può notare solo a seguito di una malformazione.

Contemporaneamente anche ricercatori di altre prestigiose università, come quella della Pennsylvania, hanno continuato a lavorare su un rimedio. I ricercatori americani hanno sviluppato un siero che, per ora, sembra funzionare sui topi. Entro 18 mesi, secondo le loro previsioni, sarà possibile effettuare i primi test sull’uomo. Il vaccino consiste attualmente in una sola inoculazione che dovrebbe essere sufficiente per la copertura a vita contro il virus (a scanso di mutazioni).

La situazione oggi del virus Zika nel mondo

Ad oggi non sentiamo più nominare il virus Zika perché in Occidente ormai è inesistente. Ma non è detto che lo sia nel resto del mondo. Nel 2016 infatti, secondo i dati dell’Oms, il virus è stato registrato in almeno 70 Paesi nel mondo. Ad oggi non si è ancora registrato nemmeno un caso in Europa durante questa stagione autunnale e invernale. Il virus Zika è infatti attualmente presente solo in Centro e Sud America, in alcuni Paesi del Sud-Est asiatico e sporadicamente anche in pochi Paesi dell’Africa equatoriale.

Non è detto però che se non vi siano contagi da noi, saremo per sempre immuni. La diffusione così rapida dello scorso anno, e il fatto che ancora oggi in molti Paesi il virus sia presente, secondo i ricercatori del Global Health Institute at the University of Wisconsin-Madison sono conseguenti al riscaldamento globale. Non è un caso infatti che ad oggi il virus sia presente solo nei Paesi equatoriali: il virus sopravvive ad alte temperature. Con l’innalzamento delle temperature globali sarà sempre più probabile vederlo anche a latitudini in cui finora era sconosciuto. Il riscaldamento globale può favorire la diffusione di diverse malattie, non solo quella provocata dal virus Zika ma anche di altre nostre “vecchie conoscenze” come l’ebola e l’influenza aviaria. I muri non ci proteggeranno dalle pandemia afferma il direttore dell’Harvard Global Health Institute Ashish Jha. Potranno farlo solo la lotta ai cambiamenti climatici e la ricerca di un vaccino.

Foto: Freeimages
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