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Viaggiare in Brasile: i documenti e altre cose da sapere

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Il Brasile è la meta preferita per i vacanzieri che amano coniugare spiagge paradisiache e locali cool. Il più grande Paese del Sudamerica vede ogni anno crescere gli ingressi grazie non solo ai turisti (Olimpiadi, Mondiali di Calcio, per non parlare delle bellezze naturali e culturali), ma anche grazie alla sua economia in crescita. È però un Paese extra-UE e pertanto, prima di viaggiare in Brasile è bene conoscere tutti i documenti da compilare, gli altri aspetti burocratici e non solo.

I documenti per viaggiare in Brasile

Il documento principale, come per tutti i Paesi non europei, è il passaporto in corso di validità. Il passaporto, per essere accettato, deve avere una validità di almeno 90 giorni dalla data di ingresso nel Paese, se il viaggio dura non più di 90 giorni, anche non consecutivi, nell’arco di 6 mesi. Inoltre devono esserci almeno 2 pagine libere. Non c’è bisogno del visto d’ingresso se si entra in Brasile per motivi di affari o turismo, ma è necessario mostrare alle autorità di frontiera anche il biglietto aereo di ritorno. Senza il biglietto infatti si rischia di non ottenere il timbro che permette l’ingresso nel Paese. Il visto è invece necessario se si fa scalo in Brasile per dirigersi verso altri Paesi. In questo caso bisogna richiederlo a questo sito, presentando anche una foto tessera, originale e copia del permesso di soggiorno, copia di documenti che attestino che si ha un lavoro in Italia (buste paga, iscrizione alla Camera di Commercio, ecc.), programma di soggiorno alberghiero e biglietti a/r, più una marca da bollo di 80 euro.

Per le seguenti attività bisogna richiedere un visto temporaneo:

  • Adozione
  • Attività artistiche o sportive
  • Volontariato
  • Missione religiosa
  • Cooperazione scientifica e tecnologica
  • Programmi di scambio culturale
  • Studio
  • Tirocini

Può essere richiesto un visto permanente invece nei seguenti casi:

  • Ricongiungimento familiare
  • Trasferimento pensionati
  • Investimenti in Brasile
  • Direttori o amministratori d’impresa

Per quanto riguarda l’ingresso degli animali domestici, oltre a seguire le classiche direttive sul trasporto comuni a tutti i Paesi, bisogna anche ottenere il CZI, ovvero il Certificato Zoosanitario Internazionale. Il certificato va chiesto proprio in prossimità della partenza perché dura soltanto 10 giorni. Scaduti i 10 giorni non sarà più valido e l’animale non potrà entrare nel Paese. Inoltre bisogna accertarsi che sia specificato sul CZI l’avvenuto vaccino antirabbica, altrimenti bisogna presentare il certificato a parte. Per introdurre altri tipi di animali o piante invece bisogna chiedere l’autorizzazione direttamente tramite il sito del ministero dell’agricoltura brasiliano.

In alcune città (qui l’elenco completo) è necessario presentare il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla. È consigliabile farlo comunque perché siccome il Brasile è indicato dall’OMS come uno dei Paesi in cui sono presenti focolai di febbre gialla, è possibile che vi venga richiesto al ritorno, da qualunque città veniate.

Altri aspetti burocratici da conoscere prima di entrare in Brasile

Non c’è un limite di contanti per viaggiare in Brasile, ma se si trasporta una quantità di denaro superiore ai 10 mila real, che corrispondono a circa 2900 euro, bisogna dichiararlo alle autorità di frontiera. Non ci sono limitazioni al cambio di denaro ma anzi, è possibile che persino gli alberghi siano dotati di money exchange.

Esistono i dazi doganali, ma se si soggiorna per più di un anno si può essere esentati dal pagamento quando si tratta di macchinari o altre attrezzature legate alla propria attività professionale, oppure mobili o elettrodomestici. Alla dogana può anche essere chiesto dalle autorità di sicurezza di dimostrare come si pensa di potersi mantenere in Brasile. Ciò significa dover mostrare quanti soldi in contanti si hanno, eventuali carte di credito o travellers cheques.

Purtroppo il tasso di criminalità in Brasile è molto alto. Pertanto è consigliabile rimanere sempre nelle zone più “turistiche” (che non sono immuni, ma sono sicuramente più sicure) che non avventurarsi tra favelas e zone meno frequentate. Ancora meglio è aggregarsi a parenti, amici o conoscenti che già ci vivono nella città in cui viaggiate, per andare sul sicuro. I mezzi pubblici come autobus, metro e taxi sono considerati sicuri, ci si può spostare senza grossi problemi. Le strade sono in pessime condizioni, quindi spostarsi solo se necessario, e solo di giorno. In caso di problemi di salute, se possibile, affidarsi alle cliniche private perché quelle pubbliche sono fatiscenti e per nulla efficienti. Con una carta di credito l’ingresso in una clinica privata è garantito.

Foto: Freeimages

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