Brucellosi: come si trasmette, i sintomi e come si cura

di Paola Pagliaro
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brucellosi

La brucellosi è un’infezione batterica causata dai batteri del genere Brucella. Negli ultimi tempi sta destando molta preoccupazione in quanto sta aumentando la commercializzazione fraudolenta di capi infetti anche in Italia. Anche se la brucellosi è una malattia che colpisce per la maggior parte gli animali, può essere trasmessa all’uomo e questo può provocare un allarme sanitario. Proviamo a capire di cosa si tratta, come si contrae la brucellosi e come si cura.

Brucellosi: chi colpisce e come avviene il contagio

Nella maggior parte dei casi la brucellosi è un’infezione che colpisce i capi di bestiame come pecore, mucche, capre e maiali. Esistono 7 specie di batteri che al giorno d’oggi sono stati identificati come causa della malattia, ma solo quattro possono essere dannosi per l’uomo. Si tratta di B. melitensis, B. aboutus, B.suis, B. canis. Le persone maggiormente a rischio di brucellosi sono quelle che vivono a stretto contatto con gli animali, dunque i pastori e gli allevatori. È possibile però contrarre la malattia anche consumando prodotti di origine animale, per inalazione o se si viene feriti da un animale infetto, dunque nessuno può dirsi completamente non a rischio. L’infezione per contatto avviene in quanto i batteri penetrano sotto la cute o dalla congiuntiva.

La trasmissione per inalazione, è bene precisarlo, è abbastanza rara. Infatti sono a rischio soprattutto i ricercatori che nei laboratori possono venire in contatto con qualche fuga; nella vita di tutti i giorni è veramente difficile che una quantità di batteri tale sia libera, se non magari dentro un allevamento. A rischio possono essere anche i proprietari di cani. I cani infatti possono essere infettati, e la trasmissione all’uomo può avvenire in caso di contatto diretto con sangue o liquidi seminali. La trasmissione da uomo a uomo è invece molto rara in quanto può avvenire soltanto attraverso latte materno, rapporti sessuali non protetti o tramite trapianti.

Il periodo di incubazione va da un minimo di 2 settimane alle 4 settimane, ma a volte può essere anche più lungo.

I sintomi della brucellosi e come si cura

La brucellosi è facilmente confondibile con l’influenza. I sintomi che compaiono più spesso sono febbre, debolezza, brividi, mal di testa e mal di schiena, accompagnati da sudorazione maleodorante, astenia e anoressia. In casi gravi queste condizioni possono cronicizzarsi e non solo si ripresentano spesso, ma sono anche più dolorose. A volte possono essere coinvolti organi specifici. Il più comune è il fegato che si ingrossa, ma può colpire anche testicoli, cuore, polmoni o milza. La notizia positiva è che la brucellosi si può curare facilmente sia nell’uomo che negli animali.

La brucellosi si cura infatti con gli antibiotici, solitamente con cure della durata di 6 settimane. Negli animali da compagnia la malattia può essere debellata in pochi giorni. A volte possono comparire delle complicazioni che possono portare al ricovero della persona infetta e, in meno del 2% dei casi, si può anche verificare la morte del soggetto. Purtroppo non esistono vaccini contro la brucellosi, ma è piuttosto facile evitare il contagio usando le protezioni se si fanno lavori a rischio (allevatori, veterinari, ecc.) ed evitando di consumare cibi di origine animale crudi. La cottura e la pastorizzazione uccidono infatti i batteri. È molto importante prendere le dovute precauzioni anche a distanza di tempo perché i batteri sono molto resistenti all’aria aperta e possono sopravvivere anche per 30 giorni.

Fonti: Istituto Superiore di Sanità; Antropozoonosi
Foto: Pixabay
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