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Allattamento al seno: i benefici e cosa fare in caso di tumore

allattamento al seno

L’allattamento è fondamentale ed è fortemente consigliato dai medici, in quanto al piccolo vengono forniti gli anticorpi e i nutrienti necessari per poter crescere e rafforzare sempre di più il proprio sistema immunitario. Dal punto di vista psicologico, l’allattamento implica un legame tra la madre e il figlio non soltanto regalando soddisfazioni alla madre ma anche rafforzando il bisogno di stare sempre più uniti sin dal primo momento in cui il piccolo viene alla luce.

Per tale motivo è importante attaccare il bambino al seno nell’arco massimo di un’ora dal momento della nascita, anche se in quel momento non esce il latte non fa nulla, perché a furia di succhiare il bambino comporterà poi la stimolazione e la produzione del latte.

Allattamento e cancro: si può allattare?

L’allattamento è una fase importante anche se la madre sta lottando contro il cancro o lo ha già sconfitto. Infatti, allattare aiuta anche a prevenire il tumore, sono spesso gli oncologi ad affermarlo; il tutto inizia già durante la fase della gravidanza quando la mammella della donna comincia a subire una vera e propria trasformazione che si prepara per la fase dell’allattamento.

In tal modo la cellula del seno risulta essere maggiormente resistente alle varie mutazioni che possono trasformarsi in tumore al seno. Inoltre allattare al seno comporta il blocco degli ormoni prodotti dalle ovaie. Infatti quando le ovaie sono a riposo hanno degli estrogeni davvero bassi che proteggono cosi dall’insorgenza dal cancro al seno.

A dimostrarlo sono i dati che sottolineano una diminuzione di insorgenze tumorali del 4,3% nelle donne che allattano al seno anziché in modo artificiale. Per cui la protezione maggiore è concentrata sul seno e sull’utero. Ovviamente ad influenzare l’insorgenza di un tumore vi è anche la predisposizione genetica e la familiarità con la malattia.

Ovviamente l’effetto protettivo dall’insorgenza della malattia è legato a quanto dura la fase dell’allattamento. Il cancro, nella maggior parte dei casi non si manifesta con dolori e ci si può rendere conto della sua insorgenza attraverso una semplice auto palpazione, solo cosi potrete constatare eventuali ingrossamenti, cambiamenti o presenza di noduli che possono destare sospetto. Neanche la scoperta di un eventuale tumore alla mammella può comportare cambiamenti per il piccolo, il latte non gli arrecherà nessun danno.

Infatti le cellulare del tumore possono essere trasmesse all’interno del latte ma riguardano la madre e non possono essere trasmesse al bambino, escludendo ogni forma di problema a livello salutistico in quanto le neoplasie non sono malattie infettive e non si manifesta nel rischio di contagio.

Se la madre però sta effettuando dei cicli di chemioterapia o radioterapia allora è opportuno non allattare più, perché potrebbe aumentare il rischio per la madre. Infatti se vengono stimolati i tessuti della mammella, le cellule del tumore possono accrescere in maniera esponenziale. Non solo possono allattare ma possono stare tranquille queste donne perché non si passa nessuna sostanza pericolosa o nociva alla salute del neonato. Oggi giorno le nuove tecniche operatorie, permettono di eliminare solo la parte della mammella interessata dalla neoplasia, salvaguardando sempre di più la possibilità di poter allattare al seno da parte della madre.

Mentre se il trattamento è terminato, allora la mamma può normalmente allattare il piccolo. In alcuni casi alla madre è stata tolta definitivamente la mammella, ma sarà possibile alimentare il piccolo anche solo con una mammella. L’unico dubbio potrebbe essere che la mamma, dopo aver subito un intervento o comunque un trattamento specifico, deve sentirsi in grado di poter procedere in quanto l’allattamento è stressante e richiede molto sforzo: lo è per una madre sana, quanto più per una che ha appena sconfitto un tumore.

Ovviamente la madre deve sentirsi pronta ad affrontare questa nuova fase per tal motivo è opportuno un consulto medico. Infatti si potrà andare incontro ad una ridotto ottenimento di latte da parte del seno irradiato e malato, una difficoltà di attacco da parte del bambino vicino ad una sola mammella e infine la quantità di latte.

Per cui l’allattamento al seno dopo un tumore non solo è possibile, ma anzi andrebbe sempre di più incoraggiato, in quanto non soltanto sono notevoli i vantaggi da parte del bambino ma ve ne sono anche per la mamma che ha deciso di affrontare una gravidanza dopo una fase cosi negativa della propria vita, traendone non soltanto dei benefici fisici ma anche psicologici migliorando la propria autostima.

Purtroppo le neoplasie possono insorgere anche dopo la gravidanza, per cui è opportuno prevenire con una corretta alimentazione ricca di fibre, verdura e frutta mentre bisogna ridurre gli zuccheri e i grassi. Inoltre, ridurre il fumo e le bevande alcoliche, effettuare sport tutti i giorni. Non bisogna dimenticare di effettuare dei controlli continui, soprattutto chi ha una certa familiarità con questa tipologia di tumore. Si comincia con l’autopalpazione, ma se si notano anomalie è opportuno sottoporsi ad ecografie mammarie.

Ovviamente i dubbi sono legittimi specie per coloro che vogliono allattare il proprio figlio in quanto le informazioni a tale riguardo risultano essere ancora molto confusionarie specie quando ad essere colpito è il seno, organo che non soltanto rappresenta la femminilità di una donna ma che implica una sorta di unione con il proprio figlio sin dalle prima ore di vita, e non poterlo attaccare al seno, sicuramente comporta un gran dispiacere per una donna, cosi come tante preoccupazioni e domande sul proprio stato di salute e del neonato in futuro!

Fonte: allattamento.org

Foto: Freeimages

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