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Cosa fanno gli ex presidenti degli Stati Uniti? Il post-Casa Bianca da Carter a Obama

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Donald Trump è ufficialmente il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Con il suo insediamento finisce l’Era Obama che, come da regolamento, scaduto il suo secondo mandato non può più ricandidarsi alla presidenza. Ma cosa fanno gli ex presidenti degli Stati Uniti una volta terminato il loro mandato? Se in Italia siamo abituati a vedere i presidenti del Consiglio che provano a restare al potere in ogni modo, ricandidandosi in tutte le cariche possibili, in America non è così. Per legge infatti possono continuare a fare politica, ma non ricandidarsi alla presidenza. Vediamo cosa farà Obama e cosa hanno fatto i suoi predecessori.

Gli ex presidenti degli Stati Uniti: cosa fanno Carter, Bush e gli altri

Il più vecchio tra gli ex presidenti degli Stati Uniti ancora in vita è Jimmy Carter. Il suo mandato finì nel lontano 1981 e, una volta terminato, si ritirò dalla vita politica per dedicarsi alla terra in Georgia. Ma il richiamo della politica fu troppo forte e così ritornò prima a girare il mondo in convegni e conferenze promuovendo la democrazia e i diritti umani, poi nel 2002 ricevette il premio Nobel per la pace per essere stato uno dei promotori della fine della Guerra Fredda negli anni ’90. La sua passione per la scrittura lo ha portato a pubblicare ben 29 libri, l’ultimo dei quali nel 2015. Il suo patrimonio stimato è di 7 milioni di dollari.

Dopo Carter iniziò l’era Bush. Bush Senior guidò gli USA come vicepresidente dal 1981 al 1989 e come presidente dal 1989 al 1993. Alla fine del suo mandato tornò in Texas, a Houston, dove aprì il George Bush Presidential Library and Museum nel campus della College Station. Ha scritto o contribuito a scrivere circa cinquanta libri non solo sulla politica ma anche sulla religione e la salute. Il suo patrimonio stimato è di 25 milioni di dollari.

L’Era Bush, a parte un breve intermezzo Clinton, è continuata poi con il figlio, George W. Anche lui, dopo la fine della presidenza, è tornato in Texas per aprire il George W. Bush Presidential Center, una sorta di ente benefico che promuove la democrazia, la salute globale e l’istruzione, e avvia politiche di crescita economica e occupazione femminile in tutto il mondo. Bush Jr. gira il mondo tenendo conferenze, e guadagnando 150 mila dollari a speech. Inoltre si dedica anche all’arte, ha realizzato circa 30 dipinti a olio che ritraggono i vari ex presidenti degli Stati Uniti, e anche lui scrive libri. L’ultimo ricavato è stato donato in beneficienza ai veterani. Il patrimonio stimato è di circa 40 milioni di dollari.

Facevamo cenno a Bill Clinton. Presidente USA negli anni ’90, sappiamo benissimo cosa ha fatto dopo la fine del suo mandato: ha sostenuto la candidatura di sua moglie Hillary, la quale ha perso le primarie contro Obama nel 2008 e poi ha perso la corsa alla Casa Bianca nel 2016. Tra la fine del suo mandato e la corsa elettorale della moglie si era momentaneamente ritirato dalla vita pubblica, tenendo soltanto qualche sporadico discorso istituzionale pagato circa 200 mila dollari l’uno. Ha aperto la Clinton Foundation con finalità di crescita sociale, promozione della salute e occupazione femminile. Ha anche scritto 3 libri. Il patrimonio stimato è di circa 80 milioni di dollari.

Tra gli ex presidenti degli Stati Uniti va citato uno che per tanto tempo si è comportato come tale, pur senza esserlo. Stiamo parlando di Al Gore, vicepresidente sotto Clinton e oggi indicato come paladino dell’ambientalismo. Anche se non è mai stato Presidente, citiamo Gore perché tra tutti gli “ex” è quello che ne è uscito meglio. Oltre ad essere ancora sulla cresta dell’onda, è anche un’imprenditore. Ha fondato una tv, Current TV, è nel board di Apple e di tante altre aziende, tanto da avere un capitale personale stimato in oltre 300 milioni di dollari.

E finiamo la carrellata con Barack Obama. Cosa farà l’ormai ex rappresentante dei Democratici? Ancora non lo sa nemmeno lui. Tra i progetti certi c’è l’avvio della Barack Obama Presidential Library, una biblioteca pubblica presidenziale che verrà istituita a Chicago, città di entrambi i coniugi. Continuerà a lavorare alla Obama Foundation, aperta nel 2014, per aiutare gente in difficoltà, mentre sua moglie continuerà la campagna Let’s Move per combattere l’obesità infantile. Quello che però in molti pensano è che gli Obama inizieranno sin da oggi a preparare la scalata fino a portare, probabilmente nel 2021 o meglio ancora nel 2025, Michelle Obama a diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti d’America.

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