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Cosa significa Hard Brexit e cosa cambierà per la Gran Bretagna

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La fase di Brexit è ad un punto di svolta. Il nuovo Premier Theresa May ha annunciato le sue intenzioni, e non sembrano affatto accomodanti: vuole la Hard Brexit. Ma cosa significa Hard Brexit? In poche parole se alla fine dei trattati che inizieranno a marzo si dovesse davvero verificare questa modalità (cosa altamente probabile) l’unica cosa che legherà ancora la Gran Bretagna all’Europa sarà soltanto la posizione geografica. Dal punto di vista economico/commerciale/monetario/politico, la Gran Bretagna e l’Europa saranno due soggetti indipendenti.

Cosa significa Hard Brexit

Per capire cosa significa Hard Brexit ci affidiamo alle parole della stessa May:

Non vogliamo nessuna parziale appartenenza alla Ue, nessuna associazione con la Ue, niente che ci lasci metà dentro, metà fuori.

La UK non vuole dunque appartenere al modello norvegese che per esempio segue le stesse regole europee, ma ha mantenuto la sua moneta e le sue leggi, né come la Svizzera che ha autonomia legislativa ma segue le regole commerciali. Significa non solo mantenere la sterlina, come già è oggi, ma anche dazi doganali (ma su questo punto si potrà discutere), leggi autonome, quindi senza seguire le regole di Bruxelles. Significa nessuna libertà di movimento di persone o merci, quindi per andare in Gran Bretagna ci sarà bisogno del passaporto, e forse pure del visto, esattamente come accade per esempio con gli Stati Uniti. Le uniche collaborazioni che rimarranno in piedi con l’UE saranno quelle riguardanti i ricercati internazionali e le politiche antiterrorismo.

Ci sarà più controllo sull’immigrazione, quindi niente quote UE ma addirittura sarà limitato l’ingresso nel Paese anche ai cittadini europei; uscita dalla Corte di Giustizia europea, ma soprattutto autonomia fiscale. E questa potrebbe rivelarsi un’arma molto affilata dato che la May ha minacciato l’Europa che, in caso di provvedimenti punitivi nei confronti della Gran Bretagna, è pronta a far diventare l’isola un paradiso fiscale che attrarrà tutti gli investimenti e i capitali mondiali, dissanguando la vecchia e lenta Europa.

Niente paura invece per i 3 milioni circa di stranieri residenti nel Paese: non rischiano di essere cacciati, chi c’è già potrà rimanere. C’è però una condizione: i cittadini britannici residenti in Europa dovranno essere trattati allo stesso modo. Se fossero considerati extracomunitari, lo saranno anche gli stranieri residenti in UK.

Ma quando si verificherà questa Hard Brexit? Sicuramente non sarà qualcosa di immediato. Come detto, a marzo cominceranno le trattative, il voto del Parlamento britannico, che paradossalmente potrebbe far saltare tutto annullando l’intera procedura, è previsto per la primavera del 2019, e dunque per quanto riguarda l’entrata in vigore dei provvedimenti, si stima ci vorranno non meno di 2 anni.

Foto: Policy Exchange su Flickr

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