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Referendum Jobs Act: tutto quello che c’è da sapere

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referendum jobs act

Non è ancora sicuro, ma è molto probabile che dopo il referendum del 4 dicembre sulla Riforma Costituzionale, gli italiani saranno chiamati a votare per un altro quesito referendario: il Referendum Jobs Act. Ma di cosa si tratta? Dopo l’entrata in vigore della riforma sul lavoro, denominata da Renzi Jobs Act, la Cigl ha avviato una raccolta firme per chiedere l’abolizione di tre principi fondamentali della legge. Nella giornata di ieri, 15 dicembre 2016, la Corte Costituzionale ha accettato le firme e ha fissato per l’11 gennario 2017 la Camera di Consiglio per decidere se ammettere o no una nuova consultazione referendaria. Considerando che l’intero mondo politico, Gentiloni in primis, dà per scontato un parere positivo, dovremmo prepararci ad un nuovo scontro referendario che potrebbe avvenire tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Vediamo i tre quesiti.

Quesiti Referendum Jobs Act

Il primo quesito chiede se i cittadini sono d’accordo nell’abrogare il Decreto Legislativo 23/2015. Questo Dlgs riguarda le famose tutele crescenti. Nel dettaglio con questo decreto si limita molto il famoso Articolo 18 che obbliga il datore di lavoro, in caso di licenziamento senza giusta causa, a reintegrare il lavoratore al suo posto. Dopo l’entrata in vigore del Decreto, l’azienda può decidere di non reintegrare il lavoratore anche senza giusta causa, ma “liquidarlo” con una somma di denaro.

Il secondo quesito chiede se si vuole abrogare il Decreto Legislativo 81/2015 che modifica la disciplina sui Voucher Lavoro. Di questa materia ci siamo già occupati in un altro approfondimento, volendo sintetizzare la questione si può affermare che i richiedenti il Referendum Jobs Act contestano il fatto che dietro ai voucher, strumento nato per retribuire il lavoro occasionale, si nascondano in realtà veri e propri rapporti di lavoro subordinato e continuativo che dovrebbero essere disciplinati da un altro tipo di contratto.

Infine il terzo quesito del Referendum Jobs Act chiede se si vuole abrogare il dlgs 276/2003 riguardo alla responsabilità solidale negli appalti. Qui la questione è piuttosto complessa, si parla di una legge che va a dirimere le cause sugli appalti pubblici e le responsabilità tra appaltatori e subappaltanti. Per semplificare, sintetizziamo dicendo che abrogando questa norma, qualora dovessero esserci cause sugli appalti, i lavoratori verrebbero maggiormente tutelati.

Se dovesse vincere il sì le norme sopra indicate verrebbero abrogate (cancellate, ndr), se vincesse il no o non si raggiungesse il quorum, verrebbero lasciate così come sono. Il quorum in caso di referendum abrogativo è del 50%+1 degli aventi diritto al voto.

Ad ogni modo c’è la possibilità che questo Referendum Jobs Act non si tenga mai. Il Premier Gentiloni ha già ammesso di essere intenzionato a “disinnescare” questa ulteriore bomba sul PD e sull’ex Premier Renzi facendo in modo di terminare i suoi compiti entro l’estate e andare così al voto a giugno. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione, se ci sono elezioni in vista ogni Referendum viene congelato e rinviato di un anno, passando poi la “patata bollente” a chi verrà successivamente. Se non dovesse fare in tempo per l’estate, il Governo ha già pronto il piano B e cioè modificare alcune norme in esame, come quella sui voucher, in modo da rendere inutile il voto perché le leggi risulterebbero già abrogate o modificate.

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