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Referendum: cosa succede dopo la vittoria del NO

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referendum

L’Italia ripiomba in un periodo di instabilità politica, economica e sociale in una sola notte. I tempi del Governo Monti sembravano lontani, ma è bastato un singolo voto, in una sola giornata, a farci ripiombare indietro di cinque anni. Al referendum costituzionale alla fine ha vinto il NO e, probabilmente anche a causa del forte stacco nel conteggio (59% contro il 41% di SI) alla fine Renzi ha deciso di dimettersi. Il Governo Renzi da oggi, 5 dicembre 2016, non esiste più. Cosa significa tutto ciò? Proviamo a fare un’analisi e a prevedere le prossime mosse del Capo dello Stato.

Dimissioni Renzi: lo scenario “soft” del post-referendum

A questo punto si aprono diversi scenari che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella può prendere in considerazione. Il primo scenario, il più soft di tutti, potrebbe prevedere il rifiuto delle dimissioni da parte del Capo dello Stato. Visto il discorso tenuto da Renzi sembra alquanto improbabile che possa tornare sui suoi passi, ma è un’eventualità comunque possibile, almeno per un rimpasto di Governo o un cosiddetto “Governo di scopo”.

Un secondo scenario considerato soft e più probabile prevede un Governo di transizione. La transizione durerebbe pochi mesi, il tempo di approvare la legge di bilancio e una nuova legge elettorale, e poi andare a votare nella prossima primavera. Al momento il più probabile nuovo Premier “traghettatore” sembra sia l’attuale Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Dopotutto chi meglio di un Ministro dell’Economia non politico di professione può essere messo a capo di un Governo che deve solo approvare una Finanziaria? Le alternative sono il presidente del Senato Piero Grasso e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio. Altri nomi meno probabili sono quelli di Franceschini, di Gentiloni e addirittura Romano Prodi. E poi ci sono i nomi che spuntano ogni volta che si parla anche di una figura di garanzia: Emma Bonino e Giuliano Amato.

Lo scenario più duro dopo la vittoria del No al referendum

Ci potrebbe essere anche un altro scenario dovuto al fatto che le opposizioni non vedrebbero di buon occhio un nuovo Governo tecnico: le elezioni subito. A questo punto la situazione potrebbe essere davvero bollente per l’Italia, già presa di mira sui mercati. Con lo spread già a 178 e l’euro che perde valore questa potrebbe essere la soluzione più rischiosa, anche perché potrebbe far saltare la legge di bilancio e portare al voto con una legge elettorale contestata da più parti, l’Italicum. Secondo sondaggisti ed esperti con questa legge elettorale potrebbe andare al Governo il Movimento 5 Stelle e quindi, per timore dei “grillini” al governo, gli altri partiti potrebbero accordarsi per un periodo di transizione per riscrivere la legge elettorale.

Foto: Wikimedia Commons

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