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Trump e i temi ambientali: le politiche che verranno nei prossimi 4 anni

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trump temi ambientali

Ora che Donald Trump è diventato il presidente degli Stati Uniti, tra le varie preoccupazioni destate da questa elezione si aggiunge anche quella ambientale. I Paesi europei ci hanno impiegato anni e tanta fatica per convincere gli USA ad intraprendere politiche ambientali sostenibili, e finalmente con Barack Obama ci erano riusciti. Adesso però tutto rischia di saltare. Ecco, secondo gli analisti, come il neo-presidente eletto affronterà i temi ambientali.

Trump: “il riscaldamento globale non esiste”

Con lo slogan “il riscaldamento globale non esiste” Donald Trump ha già risposto a tutte le domande riguardanti i temi ambientali durante la campagna elettorale (salvo poi ritrattare in modo non molto convincente). Uno dei suoi capisaldi durante gli ultimi mesi è stata la promessa di prendere tutte le politiche di Obama in ogni settore (compreso quello ambientale) e disfare tutto. A cominciare dal futuro energetico del Paese. Via il Clean Power Act che incentivava la produzione di energie rinnovabili e imponeva alle industrie di ridurre le emissioni; via gli accordi di Parigi; rilancio del settore dei combustibili fossili e in particolare il petrolio. Verrà infatti allargato il bacino costiero dedicato alle trivellazioni. Secondo le prime stime realizzate dall’agenzia Lux Research se Trump facesse due mandati pieni, alla fine dei suoi otto anni gli USA avranno registrato un incremento delle emissioni di CO2 del 16% (l’obiettivo era di ridurle all’incirca della stessa cifra).

Sulla protezione dell’ambiente invece Trump sembra disponibile all’apertura. Sul suo sito utilizzato per la campagna elettorale afferma di volersi impegnare a

proteggere l’aria pulita e l’acqua pulita, conservare i nostri habitat naturali e le riserve, lanciando una rivoluzione energetica che porterà grande ricchezza al Paese.

Rischi anche per le tutele degli animali. Tutte le dichiarazioni fatte finora vanno nella direzione opposta alla tutela delle specie a rischio estinzione come per esempio la riduzione dei parchi protetti se limitano l’attività estrattiva, oppure la cancellazione di programmi per la tutela di specie selvatiche qualora si rivelassero troppo costosi. Infine tra i suoi più stretti collaboratori ci sarebbe Forrest Lucas che da anni si batte per abolire le norme sul benessere animale che per esempio pongono regole civili sull’allevamento degli animali in batteria e combattono lo sfruttamento degli animali nei circhi.

Foto: Gage Skidmore su Flickr

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