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Partite IVA 2017: tutte le novità del Ddl autonomi

partite iva 2017

È arrivato in Senato il Ddl autonomi che modificherà alcune leggi riguardanti le Partite IVA 2017. Nel nuovo anno infatti i lavoratori autonomi dovranno fare i conti con le ultime modifiche di legge sulla loro attività. Per fortuna non sono previsti per quest’anno nuovi esborsi ma anzi, c’è qualche tutela in più. Cerchiamo di riassumere tutte le novità considerando che il testo passi senza modifiche.

Partite Iva 2017: risparmi e deduzioni

Il primo aspetto di cui tenere conto riguarda le spese da sostenere. Con la nuova legge le Partite Iva dal 2017 potranno scaricare con una percentuale superiore le spese sostenute per i costi d’aggiornamento, la partecipazione a convegni e tutte le altre spese legate alla propria professione. Vengono inoltre aboliti i limiti riguardanti le spese alberghiere e per i pasti mentre i rimborsi spese non vengono più considerati compenso.

Un altro risparmio deriva dalla riduzione dell’aliquota contributiva per freelance non iscritti a Casse private. L’aliquota che aveva raggiunto quota 27% e che, secondo la riforma Fornero sarebbe dovuta arrivare al 33% tra qualche anno, è stata invece ridotta al 25% eliminando definitivamente il meccanismo al rialzo.

Le altre novità del DDL Autonomi

Nel Ddl autonomi vengono inoltre specificati alcuni punti sulle leggi già esistenti. Per esempio vengono considerate nulle eventuali clausole che comportano il pagamento di una fattura oltre i 60 giorni; se una donna ha un figlio non scatta più l’astensione obbligatoria dal lavoro ma può ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare; in caso di malattia o infortunio, il lavoratore può chiedere la sospensione dal lavoro senza rischio di licenziamento. Il committente può rifiutarsi solo se questa assenza provoca un danno alla sua attività.

Con la nuova legge sulle Partite Iva 2017 il professionista avrà più libertà per l’accesso agli appalti privati e pubblici, anche aderendo a consorzi o altre forme associate. Grazie alle tecnologie digitali viene introdotto il concetto di lavoro agile o lavoro per obiettivi. Su questo aspetto si legge sul ddl:

Le disposizioni […] promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

In sostanza si legifera su un aspetto dell’attività lavorativa esistente da oltre un decennio.

Foto: Pixabay

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