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Sussidi disoccupazione 2017: come funziona la nuova Naspi

naspi 2017

Nel 2017 entrerà in vigore la nuova Naspi, un ammortizzatore sociale che più volte è stato modificato negli ultimi anni e che, molto probabilmente, non sarà ancora definitivo. La legge che stiamo per esporvi, voluta all’epoca dal Ministro Fornero, entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2017 e dovrebbe valere come minimo per tutto l’anno. Vediamo come cambiano i sussidi di disoccupazione.

Naspi 2017: a chi spetta

Requisito principale per accedere alla Naspi 2017 è la perdita del lavoro involontaria. Non rientrano in questa categoria le persone che si dimettono o i contratti che scadono, ma soltanto i lavoratori che vengono licenziati per decisione dell’azienda. In particolare le categorie che avranno accesso alla Naspi sono:

  • Lavoratori della pubblica amministrazione a tempo determinato (no a quelli con l’indeterminato)
  • Apprendisti
  • Soci lavoratori delle cooperative con contratto di lavoro subordinato
  • Personale artistico con contratto di lavoro subordinato
  • Donne che si dimettono a causa della maternità
  • Risoluzione contrattuale consensuale in seguito ad una procedura davanti alla Direzione Territoriale del Lavoro
  • Lavoratori che accettano il licenziamento entro 60 giorni dall’avvenuta comunicazione
  • Lavoratori che si rifiutano di trasferirsi in un’altra sede che si trova a più di 50 km dalla propria residenza o a più di 80 minuti di distanza con i mezzi pubblici.

Le dimissioni solitamente non rientrano nel novero della Naspi, ma dal 2017 è possibile ottenere il sussidio nel caso in cui siano conseguenza dalla mancata erogazione dello stipendio, di molestie o mobbing sul posto di lavoro, oppure a causa di modifiche strutturali aziendali come demansionamento, spostamento della sede aziendale e così via. In caso di dimissioni il lavoratore deve presentare all’Inps anche la dichiarazione sostitutiva di volersi rivalere contro il datore di lavoro per le cause che l’hanno spinto alle dimissioni (tranne che per la mancanza di stipendio).

Per avere accesso alla Naspi, inoltre, bisogna aver lavorato per almeno 30 giorni nei precedenti 12 mesi. La Naspi 2017 sostituisce tutte le altre forme di sussidio esistenti precedentemente come per esempio la mobilità.

A quanto ammonta la Naspi

Il calcolo della Naspi 2017 dipende dalle categorie e da quanto tempo si è lavorato negli ultimi 4 anni. Solo per quanto riguarda baby sitter, colf e badanti, è calcolata in base ai contributi versati prima del licenziamento, per le altre categorie di lavoratori fa fede la busta paga. La cifra erogata ammonta al 75% della retribuzione che sarà ridotta ulteriormente del 3% ogni mese successivo al terzo. Per quanto riguarda il tempo, si calcolano il numero delle ore lavorate (per colf-badanti) o settimane lavorate con i contributi versati, e tale cifra si divide per due. Per esempio un lavoratore che ha lavorato per 6 mesi a mille euro lordi al mese percepirà di Naspi 750 euro per 3 mesi.

Foto: Freeimages

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