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Le categorie che vanno in pensione anticipata senza penalizzazioni

pensione anticipata senza penalizzazioni

In un periodo in cui si parla tanto di pensione anticipata e penalizzazioni, tra Ape, quota 41, opzione donna e tante altre soluzioni, probabilmente ci si dimentica che ci sono alcune categorie che ancora in Italia possono andare in pensione prima degli altri senza subire penalizzazioni. Certo, si tratta di una percentuale minima, probabilmente non più di uno o due lavoratori ogni dieci, ma si tratta comunque di categorie tutelate che per andare in pensione prima dei fatidici 66 anni e 7 mesi imposti dalla legge Fornero non dovranno subire penalizzazioni sull’assegno pensionistico. Le categorie che andremo ad elencare possono andare in pensione anticipata già nel 2016 e, stando alle ultime notizie provenienti dal Governo, non ci dovrebbero essere modifiche nemmeno per gli anni a venire.

Pensione anticipata senza penalizzazioni: a chi spetta

La pensione anticipata senza penalizzazioni è stata prevista per le categorie di lavori più duri e usuranti, e per i lavoratori svantaggiati. Appartengono alla prima categoria:

  • I lavori compresi nell’elenco stilato dalla legge 67/2011 considerati faticosi e pesanti che prevedono turni notturni per almeno 78 giorni all’anno: vanno in pensione con la quota 97,6 con un minimo di 61 anni e 7 mesi d’età e un minimo di 35 anni di contributi;
  • I lavori che si svolgono per un periodo tra 64 e 71 notti all’anno prevedono un quorum di 99,6, quelli tra 72 e 78 notti all’anno quota 98,6;
  • I lavoratori impiegati nel settore della sicurezza (carabinieri, polizia, finanza, vigili del fuoco, ecc.) hanno bisogno di soli 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età, oppure se hanno almeno 35 anni di contributi possono andare in pensione a 57 anni e 7 mesi;
  • I marittimi possono andare in pensione a 61 anni e 7 mesi (60 e 7 per le donne) se sono piloti, a 57 anni e 7 mesi se fanno parte dell’equipaggio;
  • Autoferrotramvieri e personale viaggiante in volo va in pensione a 61 anni e 7 mesi (un anno in meno se donne);
  • Gli sportivi hanno diritto alla pensione a 53 anni e 7 mesi (50 e 7 per le donne);
  • Ballerini, attori e tersicorei si possono ritirare a 46 e 7 mesi adottando però il regime contributivo, mentre se vogliono restare nel retributivo devono attendere i cantanti e orchestrali 61 anni e 7 mesi (58 e 7 per le donne), attori, conduttori, figuranti e impiegati nel mondo della moda i 64 anni e 7 mesi (61,7 se donne).
  • I minatori a 55 anni e 7 mesi, ma possono anche andare in pensione indipendentemente dall’età dopo 30 anni di contribuzione dei quali almeno 15 di lavoro sotterraneo.

Alla seconda categoria, quella dei lavoratori svantaggiati, appartengono invece i disabili con almeno l’80% di disabilità riconosciuta che possono ritirarsi dal lavoro a 60 anni e 7 mesi se uomini e 55 anni e 7 mesi se donne, ma soltanto nel settore privato; i non vedenti che possono andare in pensione anticipata senza penalizzazioni a 55 anni e 7 mesi se uomini e 50 anni e 7 mesi se donne, e le lavoratrici che scelgono l’opzione donna che si possono ritirare a 57 anni e 3 mesi (58 e 3 se autonome) con almeno 35 anni di contributi.

Foto: Pixabay

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