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Terremoto in Lazio e Marche, diversi Comuni distrutti

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Alle 3:36 di questa notte l’Italia è ripiombata nell’incubo terremoto. Il fantasma de L’Aquila torna a rivivere nella mente degli italiani in seguito ad uno sciame sismico che ha colpito buona parte del Centro Italia. Le scosse si sono sentite da Rimini a Napoli e quelle più potenti hanno letteralmente distrutto i Comuni epicentro. Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto sono i Comuni maggiormente colpiti, con il sindaco di Amatrice che ha detto senza mezzi termini:

aiutateci, il paese non c’è più.

La sequenza delle scosse di terremoto

Come detto, lo sciame sismico è cominciato in Lazio alle 3:36 di questa notte con una scossa di magnitudo 6 con epicentro a 2 km da Accumoli, in provincia di Rieti, e ipocentro a 4 km di profondità. Altre due scosse si sono registrate un’ora dopo, alle 4:32 e 4:33 in Umbria, vicino Norcia. Nell’arco della prima ora si sono registrate oltre 50 scosse tra le magnitudo 2 e 4.

I danni sono incalcolabili, e purtroppo già intorno alle 10 del mattino si contano 21 vittime, 11 nel Lazio (6 ad Accumoli e 5 ad Amatrice), le altre nelle Marche, tutte a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Il numero dei feriti è al momento impossibile da calcolare data l’area così vasta, mentre i dispersi sono al momento oltre un centinaio.

Immediati sono scattati i soccorsi della Protezione Civile con cani molecolari ed elicotteri, ma purtroppo in queste prime ore è necessario scavare a mani nude per evitare che le pale meccaniche colpiscano mortalmente qualche ferito che è rimasto intrappolato dalle macerie. Difficile anche raggiungere i luoghi dell’emergenza. Alcuni ponti sono inagibili, le strade spaccate in due e alcune vie d’accesso sono percorribili soltanto a piedi o al massimo in moto. Paura anche in Abruzzo e in particolare proprio nella zona de L’Aquila distante appena 50 km dal luogo del terremoto di questa notte. La gente è scesa in strada per il timore di crolli, ma per ora non si registrano danni a persone o cose. La Protezione Civile ha attivato due numeri di emergenza 800840840 e  803 555, mentre l’Avis ha lanciato l’appello per la necessità di sangue di ogni tipo.

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