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Legalizzazione marijuana: quanto guadagna lo Stato

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Nella giornata di ieri, giovedì 18 agosto, il tema della legalizzazione marijuana è tornato prepotentemente alla ribalta anche in Italia. In realtà è dallo scorso 25 luglio che il progetto di legge è in discussione in Parlamento, ma soltanto ieri una voce molto autorevole come quella del Commissario e Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone ha dato il suo parere positivo alla proposta. Cantone, noto per la sua rigidità e correttezza istituzionale, ha detto che sì, legalizzare le droghe leggere sarebbe un duro colpo per la criminalità. L’ok di Cantone ha un valore ancora maggiore perché proprio lui, fino a poche settimane fa, si diceva contrario, ma ora ha cambiato posizione in quanto si è reso conto che, in questo modo, i giovani avrebbero meno contatti con la criminalità organizzata, le droghe leggere diventerebbero controllate e si eviterebbero casi di assuefazione ad agenti chimici che vengono mescolati alla cannabis dagli spacciatori.

Legalizzazione marijuana: 3 miliardi di euro per lo Stato

Ma perché lo Stato vuole legalizzare marijuana e derivati della cannabis? Lo fa davvero per una “questione morale”? In parte probabilmente sì, ma la vera risposta alla domanda è che lo fa perché c’è da guadagnarci. Secondo i calcoli effettuati dalle economiste Liana Jacobi e Michelle Sovinsky, basati sull’esperienza recente dell’Uruguay e sui primi dati USA, un Paese come l’Italia potrebbe guadagnare all’incirca tra i 2 e i 3 miliardi di euro ogni anno.

Stando ai loro calcoli, con lo spinello legalizzato e liberamente acquistabile presso i tabaccai, la popolazione dei consumatori aumenterebbe del 50%. Da noi, dove le stime parlano di circa il 10% di fumatori abituali o occasionali, la cifra salirebbe al 15% per un totale di circa 7 milioni di individui. Calcolando un “prezzo di mercato” di 10 euro al grammo in regime di monopolio (almeno considerando solo quello legale), le stime parlano di guadagni appunto a nove zeri.

Il rischio che gli oppositori della legge paventano sulla legalizzazione marijuana è che molti minorenni e adolescenti possano avvicinarsi in questo modo alle droghe leggere. Secondo le due ricercatrici si potrebbe evitare tale rischio aumentando di 4 volte il prezzo sul mercato, ma in questo modo non si avrebbero effetti sulla criminalità organizzata che riuscirebbe a mantenere un discreto controllo del mercato nero (un po’ come accade con le sigarette di contrabbando).

Infine con la legalizzazione marijuana si otterrebbe un altro effetto positivo: la liberazione dal carcere dei detenuti fermati per piccolo spaccio. Attualmente si stima che nelle prigioni italiane vi siano circa 18 mila persone arrestate per reati di droga. La legalizzazione libererebbe tutti i detenuti che sono stati scoperti a spacciare marijuana, circa la metà degli attuali arrestati. Il risparmio in termini umani è incalcolabile, dato che non si avrebbero più carceri sovraffollate, ma in termini economici si può quantificare eccome: una cifra tra 1,5 e 2 miliardi di euro.

Foto: Pixabay

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