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Elezioni USA 2016: il programma di Hillary Clinton

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A tre mesi dalle elezioni più importanti dell’anno, quelle americane, vediamo come i due candidati alla Casa Bianca si presentano alle urne. Abbiamo già visto il programma elettorale di Donald Trump, adesso passiamo al Partito Democratico e vediamo il programma di Hillary Clinton.

Il programma di Hillary Clinton: diritti umani e aiuti ai più poveri

Confrontando i programmi dei due candidati si capisce subito che le contrapposizioni sono nette: le visioni del mondo tra Clinton e Trump sono come lo ying e lo yang. Se Trump parla di difesa dei confini e di leggi per scoraggiare l’immigrazione, la Clinton parla di multiculturalismo e diritti umani, se Trump parla di detassazione per i ricchi, Clinton punta alle leggi in favore dei lavoratori. Insomma, una contrapposizione più netta della classica dicotomia destra-sinistra.

Partendo dal punto che sta più a cuore agli americani, ovvero l’economia, nel programma di Hillary Clinton si legge che l’obiettivo principale è eliminare le disparità negli stipendi tra uomini e donne, vuole alzare la soglia dello stipendio minimo, aumentare gli aiuti per le famiglie più povere tramite credito d’imposta e aiuti di altra natura, e vuole rivedere le leggi fiscali in favore delle imprese. Se Trump punta alla classe ricca, la Clinton punta ad aumentare la platea della middle class.

Altro punto che sta molto a cuore agli americani sono le tasse. Hillary non parla di veri e propri tagli, ma di una semplificazione burocratica e di modalità di accesso ai capitali che possano favorire soprattutto i piccoli imprenditori. Ma soprattutto punta a rivedere le norme che favoriscono la fuga di capitali americani all’estero. Infine, anche se non l’ha dichiarato chiaramente, potrebbe essere favorevole a rivedere al rialzo le tasse per i più ricchi.

Per quanto riguarda le politiche civili, la Clinton punta ad allargare i diritti per gli omosessuali, in particolare autorizzerà le nozze gay in tutti gli Stati; vuol fare una politica volta alla protezione degli immigrati in America ed è favorevole all’aborto.

Altro punto in contrasto con Trump è l’energia. Mentre il magnate vuol puntare sui fossili, per la Clinton il futuro sono le energie rinnovabili. Il cambiamento climatico per lei è un problema reale e urgente, e va affrontato “a ogni costo”. Per questo proteggerà l’EPA (l’agenzia per l’ambiente americana), manterrà i limiti alle emissioni imposti da Obama e attuerà politiche per la dismissione delle centrali energetiche vecchie in favore di quelle più nuove ed efficienti. L’obiettivo è introdurre incentivi per le rinnovabili domestiche per rendere gli americani energeticamente autonomi.

Nel programma di Hillary Clinton non si leggono riferimenti al commercio con l’estero, ma i suoi sostenitori le mettono pressione per eliminare accordi come il TTIP che sfavorirebbero le piccole produzioni locali. Infine, sulla politica estera a lei tanto cara visto che ha ricoperto il ruolo di Segretario di Stato, la Clinton è intenzionata ad avere un ruolo più attivo, rispetto ad Obama, nello scenario mediorientale. L’unica dichiarazione pubblica che ha fatto riguardava la fornitura di supporto ai ribelli siriani che vogliono detronizzare Assad: solo così, secondo lei, è possibile rovesciare il regime dittatoriale siriano e al contempo risolvere la grana Isis.

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