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Sostegno famiglie povere numerose: come richiederlo

SIA famiglie povere

Il Ministero del Lavoro ha varato ufficialmente il Sostegno per l’inclusione attiva o SIA. Si tratta di un aiuto concreto per le famiglie povere e numerose che non bisogna confondere con i sostegni al reddito da lavoro o disoccupazione tipo reddito d’inclusione. Si tratta di una norma che serve per garantire i servizi minimi alle famiglie che non se li possono permettere. Vediamo come funziona.

SIA: come funziona il Sostegno per le famiglie povere

Non è una misura assistenzialistica, abbiamo posto la condizione che ci sia la partecipazione a un percorso di accompagnamento per far uscire la persona o il nucleo familiare dalla situazione di emarginazione. In tutti gli interventi cerchiamo sempre di fare un’operazione che prevede il sostegno al reddito, l’inclusione e l’attivazione

ha dichiarato il Ministro del Lavoro Poletti. Il SIA non è altro che una card che viene rilasciata alle famiglie con figli a carico e che ogni mese viene caricata con 80 euro al mese per ogni individuo, quindi una famiglia di 4 persone riceverà 320 euro al mese. Ad essere precisi la scheda, simile alla Social Card introdotta da Brunetta, verrà ricaricata bimestralmente, quindi con 640 euro ogni volta. L’importo massimo è di 400 euro al mese per 5 componenti (con il quarto figlio non si hanno benefici aggiuntivi). Per poter ottenere il SIA occorrerà aderire ad un progetto personalizzato che comprenda ricerca attiva di un lavoro da parte dei componenti in età lavorativa, alcuni obiettivi riguardanti la frequenza scolastica (i figli devono andare a scuola con profitto) e alcuni obiettivi sanitari come l’obbligo di vaccinare i bambini. La card potrà essere utilizzata presso supermercati, farmacie e tutti i negozi del circuito Mastercard, può essere utilizzata per pagare le bollette in posta e dà diritto anche ad uno sconto del 5% per gli acquisti nei negozi convenzionati.

Come si richiede il SIA

I requisiti necessari per ottenere il SIA sono: non superare un ISEE di 3000 euro, non avere altri sussidi economici superiori ai 600 euro mensili e avere almeno un figlio minorenne a carico di età inferiore ai 36 mesi, oppure due minorenni, un disabile o una donna in gravidanza accertata. Inoltre non ci devono essere in famiglia automobili immatricolate entro 12 mesi oppure auto superiori a 1300 di cilindrata o moto superiori ai 250 cc immatricolate nei tre anni precedenti.

A partire da settembre 2016 sarà possibile presentare domanda presso l’Inps (i moduli verranno resi disponibili sul sito dell’Istituto di Previdenza e probabilmente presso CAF e patronati). Possono presentare domanda anche i cittadini non italiani che hanno preso residenza in Italia da almeno due anni. Ogni domanda verrà valutata e assegnato un punteggio per poi realizzare una sorta di graduatoria per stabilire chi ne avrà più bisogno. In tutto il Ministero calcola di poter coprire tra le 180 e le 220 mila famiglie che comprendono fino ad un milione di persone. Il provvedimento sostituisce definitivamente la Social Card.

Foto: Pixabay

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