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Pokemon GO: le storie più assurde legate al gioco Nintendo

storie di Pokemon go

Fino ad una settimana fa i videogiochi erano relegati ad uno schermo. Poi è arrivato Pokemon GO ed ha rivoluzionato il mondo. Grazie al sistema della realtà aumentata, i Pokemon vengono proiettati nel mondo reale. Questo cambio di paradigma ha perciò comportato una vera e propria rivoluzione e, nell’arco di una sola settimana, fatto accadere di tutto e di più. Abbiamo raccolto le storie più assurde (ma reali) legate a Pokemon GO in questo articolo in costante aggiornamento.

Pokemon GO fa ritrovare i morti e arrestare gli assassini

La peculiarità di Pokemon GO è che non lo si può giocare seduti comodamente sul divano, ma bisogna uscire in strada per trovare i mostriciattoli da catturare. Per questo motivo i cacciatori di Pokemon si sono resi protagonisti di alcune storie assurde. Siamo a Riverton, in Wyoming (USA), e la giovane Shayla Wiggins, una ragazza di 19 anni, sta inseguendo i suoi simpatici personaggi. L’allenatrice, seguendo il proprio smartphone, è arrivata fino in riva ad un fiume e, guardando attraverso il suo schermo, non ha trovato solo un Pokemon ma anche…un cadavere. Ha così allertato le autorità che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di un uomo morto da circa 24 ore e abbandonato nell’acqua.

California: due marines in congedo sono appassionati di videogiochi. Si ritrovano così in un parco giochi nel quale il loro telefono segnala la presenza di un Pokemon. Mentre lo seguono, notano qualcosa di strano: un uomo sta infastidendo alcuni ragazzini. Ad un certo punto vedono una mamma che, allarmata, prende i figli e li allontana per chiamare la polizia. L’uomo, a questo punto, si rende conto di essere in pericolo e tenta di scappare. I due cacciatori di Pokemon però non si perdono d’animo e lo bloccano in modo da attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. All’arrivo della polizia il molestatore viene identificato e si scopre che, oltre a dare fastidio ai bambini, è anche ricercato per omicidio. Bravi Pokemon!

A Tampa, in Florida, una trasmissione delle previsioni del tempo è stata interrotta a causa di Pokemon Go. No, non sono comparsi mostriciattoli al posto delle nuvole, ma una giornalista nella redazione del programma, tale Allison Kropff, presa dall’inseguimento di un Pokemon raro, è passata davanti alle telecamere, scatenando le risate del suo collega che non ha più potuto proseguire con il meteo. A New York, a Central Park, nello scorso weekend sono comparsi due Pokemon rari: le persone sono letteralmente impazzite, a centinaia hanno invaso il parco, lasciando anche in mezzo alla strada le proprie auto.

Le storie negative legate a Pokemon GO

Purtroppo Pokemon GO non ha portato con sé solo vicende a lieto fine. Nelle contee di St. Charles e St. Louis un gruppo di malviventi “tecnologici” ha deciso di sfruttare la funzione che ti consente di individuare i cacciatori di Pokemon vicini a te per delle rapine. Approfittando del fatto che i giocatori, per inseguire i Pokemon, si avventuravano in zone della città malfamate e spesso da soli e di notte, non facevano altro che nascondersi, aspettare che la preda cadesse nella loro trappola e poi…ripulirle. Sono state diverse le rapine effettuate prima che fossero fermati dalla polizia.

Washington: una giornata normale al Museo dell’Olocausto, uno dei posti più tristi del pianeta. Il direttore si aggira tra le sale che ricordano il dramma della Seconda Guerra Mondiale e ad un certo punto nota qualcosa di insolito: dei visitatori non stanno guardando i cimeli…ma il proprio telefonino. Incuranti di ciò che hanno davanti, stanno dando la caccia ai loro Pokemon. Immediata la protesta del direttore del museo Andrew Hollinger che ha chiesto di eliminare il Museo dell’Olocausto dai Pokestop della città di Washington per rispetto della memoria delle vittime. Non è appropriato mai che si giochi con il telefonino in un museo, afferma Hollinger, ancor di più in un museo in cui si ricordano le vittime del nazismo! E tanto per restare in tema, c’è chi è stato ripreso mentre cercava Pokemon nel Ground Zero di New York. Ben più grave quanto accaduto sempre a New York dove un automobilista ha deciso di inseguire i Pokemon a bordo della sua macchina. Peccato che, guardando lo schermo, si è distratto ed è finito contro un albero. Per fortuna nessuno si è fatto male (tranne la sua auto che è andata distrutta). Ha rischiato grosso anche Michael Baker, 21enne che di notte vagava nei boschi vicino casa sua a caccia di Pokemon e che si è imbattuto in una figura misteriosa. Credendo si trattasse di un altro allenatore di Pokemon gli ha chiesto “combattiamo?” e l’uomo, forse spaventato e credendo si trattasse di un rapinatore, gli ha piantato un coltello in una spalla. Peggio è andato a due uomini di Encinitas, vicino San Diego: cercavano Pokemon su un’altura ma hanno fatto un volo di 15 e 24 metri perché non si sono accorti di un burrone. Per fortuna nessuno dei due ci ha lasciato la pelle, ma al massimo qualche osso rotto.

Ma è inappropriato non solo giocare in un museo, ma anche in strada in piena notte. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Rhodes, appena fuori Sydney, Australia. Sotto un complesso residenziale c’è un Pokestop che ha attirato centinaia di giovani. Ogni giorno che passava, e soprattutto dopo ogni notte, diventavano sempre di più tanto che i residenti non ce l’hanno fatta più e, stanchi del chiasso di centinaia di ragazzini sotto le finestre alle 2 o 3 del mattino, li hanno presi…a gavettoni. È infatti partito dalle finestre un bombardamento di palloncini d’acqua, chissà che gli allenatori di Pokemon non decidano di spostarsi altrove.

C’è chi a causa di Pokemon Go ha anche perso il posto di lavoro. Si tratta di Tom Currie, barista della Nuova Zelanda, il quale però non è stato licenziato ma ha deciso volontariamente di smettere di lavorare per inseguire i mostriciattoli. Il suo obiettivo è collezionare tutti i 151 Pokemon presenti sul territorio neozelandese, e per farlo si farà aiutare da papà che gli pagherà le spese di viaggio in lungo e in largo per la nazione.

Pokemon GO si è rivelata una miniera d’oro, e dove ci sono soldi arrivano anche altri interessi, compresi quelli dell’industria del porno! Chuck Tingle, scrittore di romanzi per adulti, ha redatto un racconto in pochi giorni dal titolo Pokebutt Go: Pounded by ‘Em All. Il racconto parla di un uomo che, incuriosito da questo nuovo gioco, decide di provarlo, ma si ritrova coinvolto in situazioni non adatte ai minori di 18 anni. Trattandosi di un fenomeno soprattutto online, anche i due grandi colossi del porno su internet hanno fatto sentire la propria voce. Il sito Youporn si è complimentato ufficialmente con Nintendo perché, nell’arco di pochi giorni, le ricerche online della parola “Pokemon GO” hanno superate quelle della parola “Porn”, di solito sempre in vetta; il portale Pornhub ha invece fatto sapere che sul suo sito le ricerche della parola “Pokemon Go” sono aumentate del 136%. Non chiedeteci il motivo…

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