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Italia nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu: che significa?

Consiglio di Sicurezza dell'Onu

Per la settima volta nella sua storia l’Italia entra nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, anche se come membro temporaneo. Un privilegio importante dato che l’Onu inizialmente era formato dai Paesi che avevano vinto la Seconda Guerra Mondiale e, come si sa, l’Italia la perse. Negli anni le regole sono cambiate e così adesso il nostro Paese entra in una delle famose “stanze dei bottoni” più importanti al mondo. A questo punto in molti si staranno chiedendo: ma che significa?

Cos’è il Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è l’organo più importante delle Nazioni Unite. È, di fatto, il comitato che decide le politiche da adottare per mantenere la pace nel mondo e, in caso contrario, votare per entrare in guerra in favore di uno dei Paesi sotto la sua protezione. Il Consiglio è composto da 15 Paesi, 5 dei quali permanenti, ovvero i vincitori dell’ultima Guerra Mondiale (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia), gli altri 10 che invece vengono eletti periodicamente. Dopo la votazione di ieri, dunque, per la prima volta entra a farne parte l’Italia, anche se il mandato comincerà dal 1° gennaio 2017.

Le decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu vengono prese a maggioranza: per passare, una mozione ha bisogno di almeno 9 voti su 15 e, per le questioni procedurali (ad esempio dichiarare guerra ad un nemico comune), uno dei cinque Stati membri può opporre il veto. In quel caso anche 1 contro 14 la mozione non passa. Il Consiglio di Sicurezza può anche imporre sanzioni economiche o indire missioni di pace per evitare che scoppi una guerra. Solo dopo aver provato tutte le strade alternative, il Consiglio può riunirsi e dichiarare guerra.

Lo strano caso dell’Italia

Solitamente un Paese membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu non permanente resta in carica due anni. L’elezione dell’Italia, avvenuta ieri, 30 giugno, è stata però molto dibattuta. Nell’Assemblea Generale infatti l’Italia e l’Olanda hanno ottenuto quasi lo stesso numero di voti, e nessuna delle due ha raggiunto il quorum necessario per ottenere il seggio. Così, dopo cinque votazioni inconcludenti, i Ministri degli Esteri dei due Paesi hanno trovato un accordo: anziché il mandato biennale, l’Italia avrà solo il 2017 e l’Olanda il 2018. Non è la prima volta che accade, ma casi del genere sono stati piuttosto rari in circa 70 anni di esistenza delle Nazioni Unite.

Foto: Pixabay

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