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Il colesterolo dopo i 60 anni potrebbe essere meno pericoloso secondo studio

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colesterolo dopo i 60 anni

Uno studio internazionale sul colesterolo è destinato a suscitare forti polemiche. Secondo i ricercatori, provenienti da diverse università di tutto il mondo che hanno pubblicato i risultati sul British Medical Journal, il colesterolo dopo i 60 anni non è così pericoloso come credevamo. Anzi, potrebbe persino proteggere il corpo dell’anziano da eventuali malattie come il cancro.

Lo studio sul colesterolo dopo i 60 anni

Finora il mondo scientifico considerava il colesterolo come una sorta di demone da sconfiggere per evitare l’insorgere di una lunga serie di malattie: problemi al cuore, ipertensione, tumori e molto altro ancora. I ricercatori in questione però non si dicono affatto convinti, anzi spiegano che questa teoria è valida soltanto tra la popolazione adulta. Analizzando 30 studi condotti negli ultimi anni, i quali hanno coinvolto oltre 68 mila persone, è stato stabilito che mentre dalla giovane età fino all’età adulta il colesterolo può effettivamente rappresentare un problema per la salute, dopo i 60 anni diventa invece un importante alleato.

La ricerca parla esplicitamente di Ldl, il cosiddetto colesterolo cattivo, e la teoria è che negli anziani avrebbe una funzione protettiva. Come risultato dalla revisione scientifica, il 92% delle persone che avevano alto colesterolo dopo i 60 anni vivevano più a lungo di quelle che lo tenevano sotto controllo. In 28 dei 30 studi si dimostrava come la causa della morte dei pazienti non fosse collegabile al colesterolo mentre in 16 si dimostrava addirittura che il basso colesterolo potesse aver aggravato la situazione del paziente.

Di pari passo anche uno studio della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) ha confermato che anche essere sovrappeso in giovane età fa male, ma nella terza età può essere un vantaggio contro l’insorgenza del cancro.

Decenni di teorie sul colesterolo spazzati via

Secondo la ricerca pubblicata sul BMJ il colesterolo dopo i 60 anni ha permesso di registrare meno casi di cancro rispetto alle persone che avevano bassi livelli di Ldl. Ma non è questa l’unica convinzione scientifica rimessa in discussione in questi giorni. Ad aprile il National Institutes of Health del Nord Carolina ha smentito anche che la sostituzione dei grassi saturi con quelli vegetali per tentare di abbassare il colesterolo possa avere un effetto valido. Secondo i ricercatori americani infatti non ci sono stati risultati considerevoli sul lungo periodo. Il paradigma che sostituire i grassi saturi con quelli vegetali abbassa il colesterolo non è mai stato effettivamente dimostrato in 50 anni di studi.

A conclusione di tutte queste revisioni c’è il monito da parte dei ricercatori britannici di rivedere l’assunzione di statine, il rimedio più adottato oggi per abbassare il colesterolo dopo i 60 anni, in quanto le teorie sui benefici sono, a loro dire, non certe. Conferma questa teoria Giuseppe Paolisso della Sigg italiana, mentre non è d’accordo Jeremy Pearson della British Heart Foundation. Secondo lui sono stati moltissimi, sia anziani che giovani, ad aver beneficiato delle statine per tenere sotto controllo il colesterolo, e che ora sono vivi grazie all’intervento medico.

Foto: Pixabay

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