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Forza Italia chiude? Il piano per il dopo Berlusconi

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Forza Italia chiude? Sì, no, forse. Regna grande confusione in casa azzurra al momento, nell’attesa del giorno dell’intervento al cuore per Silvio Berlusconi. Un partito che per oltre vent’anni si è retto su un solo leader è ovvio che, venendo a mancare quel leader, rischia di non esistere più. La “fortuna” di Forza Italia, se così si può definire, è che Berlusconi non sia uscito di colpo dalla scena politica. Peggio sarebbe stato se fosse morto improvvisamente o arrestato. Uscendo gradualmente di scena dà la possibilità ai suoi di riorganizzarsi e dare vita ad un partito 2.0 che possa recuperare dall’11% scarso che i sondaggi stimano attualmente per il partito dell’ex Cavaliere. Quale futuro lo aspetta?

Forza Italia non chiude, almeno per ora

Al momento non si vede un vice Berlusconi. Anzi, l’unica in grado di prendere le redini del suo impero sembra la figlia Marina che però, almeno per ora, di entrare in politica proprio non ci pensa. Comunque vada l’operazione al cuore, l’ex Cavaliere non tornerà più a far politica, resterà una sorta di “presidente onorario” di Forza Italia senza però più salire su un palco, tenere più un comizio, e ovviamente senza più candidarsi ad alcuna carica elettiva. Chi prenderà il suo posto?

Se Forza Italia chiude, i suoi seguaci si riverseranno in tutta una serie di altre forme politiche più o meno varie. C’è chi potrebbe finire nell’Ncd che da tutta questa storia sembra guadagnarci, chi andrà in Lega Nord, chi fonderà un nuovo partito. L’idea è al momento quella di lasciare in vita il partito e farlo guidare da un direttorio. A capo di tale comitato ci saranno i grandi nomi che in questi anni si sono distinti: da Gasparri a Toti, da Brunetta a Romani. A quanto pare ci saranno però due leader maggiori, e a sopresa saranno due donne: Maria Stella Gelmini che terrà i rapporti con la Lega Nord e l’elettorato settentrionale, e Mara Carfagna, che durante le ultime elezioni amministrative ha mostrato di non aver perso ancora appeal, a rappresentare il partito al Sud. A fare da trade d’union con Berlusconi, che lavorerà dietro le quinte, ci saranno i suoi fedelissimi Confalonieri, Ghedini e Letta (anche loro ormai non più giovanissimi).

Ma se si andasse alle elezioni chi sarebbe il candidato nazionale? Al momento si dibatte su due nomi: quello di Alfio Marchini, nonostante la non brillante figura rimediata alle elezioni di Roma, ma secondo molti il preferito di Berlusconi, e Stefano Parisi, uscito alla grande dalle ultime elezioni a Milano, il quale potrebbe superare Marchini nelle preferenze del suo partito se dovesse vincere anche il ballottaggio. Il cruccio vero sono però i soldi. Finora l’ex presidente del Consiglio rimpinguava le casse di tasca propria, ora che è stato anche abolito il finanziamento ai partiti, devono farlo gli stessi parlamentari. Tornando alla domanda iniziale, Forza Italia chiude? La risposta che possiamo dare al momento è no, ma non siamo sicuri che fra 2-3 anni sarà ancora così.

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