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Contratto di convivenza: come funziona il nuovo patto

contratto di convivenza

È passato un po’ in secondo piano a causa del clamore sollevato dalle Unioni Civili, ma nel testo votato in via definitiva l’11 maggio scorso era presente anche il contratto di convivenza. Si tratta di una nuova tipologia di unione civile diversa sia dal matrimonio che dai contratti tra gay. Assomiglia un po’ ai Pacs francesi, una specie di matrimonio senza essere sposati, per usare un termine che andava di moda fino a qualche anno fa: una coppia di fatto. Ma vediamo più nel dettaglio come funziona questo contratto di convivenza.

Chi può stipulare il contratto di convivenza e quali funzioni ha

Il contratto di convivenza si stipula tra due persone maggiorenni legate da un vincolo affettivo che vivono sotto lo stesso tetto, indifferentemente che siano di sesso diverso o dello stesso sesso. Ovviamente non devono essere né sposate né aver sottoscritto le unioni civili, né hanno intenzione di farlo nell’immediato futuro. Questo contratto non è altro che una regolamentazione della situazione patrimoniale della coppia.

Il contratto di convivenza si stipula di fronte ad un avvocato o ad un notaio, in presenza di un testimone. I professionisti sono necessari per autenticare le firme. Ma quali sono le funzioni del contratto di convivenza? In primis, con tale contratto si riconosce una unione patrimoniale e la condivisione morale di diritti e doveri. In altri termini, i due contraenti acquisiscono gli stessi diritti del matrimonio (diritto di visita, comunione dei beni, tutela dei figli, ecc.), fatta eccezione per l’eredità (ad esempio il diritto a continuare a vivere nella casa del partner dura in base alla durata del contratto, ma comunque per non meno di 2 anni e non più di 5 anni) e la pensione di reversibilità, mentre per quanto riguarda l’assegno di mantenimento in caso di separazione, esso deve essere corrisposto dal soggetto economicamente più forte nei confronti di quello più debole per un periodo proporzionato alla convivenza.

Il contratto di convivenza non preclude alla coppia, in una fase successiva, la possibilità di sposarsi.

Foto: Pixabay

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