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Milan ai cinesi: i dettagli della trattativa

milan ai cinesi

Milan ai cinesi, ormai ci siamo. La società rossonera, dopo trent’anni di Berlusconi, è pronto per passare di mano. Nonostante l’ex Cavaliere continui ad affermare che preferirebbe vendere il suo gioiello ad uno o più imprenditori italiani, finora si sono fatti avanti solo acquirenti stranieri, e i soldi, si sa, non hanno nazionalità. Nella serata di ieri è stato firmato un accordo di esclusiva che dà ufficialmente il via alla trattativa.

Cosa prevede l’accordo del Milan ai cinesi

Ancora non ci sono dettagli ufficiali, nonostante l’annuncio dell’esclusiva sia stato dato dalla Galatioto Sport Partners, la società di intermediazione che si sta occupando della compravendita. Da quello che trapela però, ci sarebbe una valutazione della società sulla base di 700 milioni di euro (Berlusconi voleva venderla a 1 miliardo, ma i tanti debiti hanno abbassato il valore), che poi è all’incirca la cifra spesa proprio da Berlusconi in tutti questi anni. In un primo momento la cordata cinese dovrebbe acquisire il 70% (500 milioni) del Milan per poi passare al 100% entro due anni e lasciando Berlusconi solo presidente onorario. Cambia dunque la politica di Berlusconi che fece saltare la trattativa con Mister B (Bee Taechaubol) perché gli voleva cedere prima il 51% e poi una quota di minoranza. La cordata invece è stata chiara: o tutto o niente.

Chi sono i cinesi che vogliono comprare il Milan

A differenza di quanto si diceva nelle fasi iniziali, il Milan non sarà venduto al padrone di Alibaba, Jack Ma, ma ad una cordata di imprenditori cinesi che dovrebbero essere 7 o 8. Tra di essi c’è sicuramente l’Evergrande Group, società che possiede anche il 50% del club cinese di Guangzhou che con Marcello Lippi in panchina ha vinto la Champions League asiatica. Vista la sua partecipazione si pensava anche alla presenza di Ma che detiene il restante 50% della squadra cinese, ma ora non v’è certezza piena di questo.

E ora cosa succede?

Durante questo periodo di esclusiva, che durerà fino al 15 giugno, Berlusconi potrà soltanto vendere il Milan ai cinesi della cordata appena descritta e non potrà fare nient’altro, neanche provare a parlare con altri possibili acquirenti. Tutto rimane congelato anche dal punto di vista sportivo: acquisti, cessioni e persino rinnovi contrattuali. Nemmeno se Cristian Brocchi dovesse vincere la Coppa Italia saprebbe con certezza se rimarrà sulla panchina rossonera il prossimo anno. La data del 15 giugno si è decisa per fare in modo che poi, qualunque sia il risultato della trattativa, gli uomini mercato abbiano il tempo per rinnovare i contratti (che scadono 15 giorni dopo) e costruire una squadra per il prossimo anno che possa tentare di fare meglio di quest’anno.

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