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APE: come funziona la pensione anticipata di Renzi

di Onofrio Marco Mancini
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ape - anticipo pensionistico

Nella serata di mercoledì il Premier Renzi ha rilasciato l’annuncio che migliaia di persone speravano di sentire: la pensione anticipata verrà reintrodotta. Dopo i disastri della riforma Fornero a causa della quale non solo non si poteva più andare in pensione prima dei 67 anni, ma si erano persino creati gli esodati (persone senza lavoro e senza pensione), adesso si torna a vedere la luce. Renzi ha chiamato questo provvedimento APE, acronimo di Anticipo Pensionistico, e nel corso della giornata di ieri la Presidenza del Consiglio ha spiegato più nel dettaglio come funziona.

A chi si rivolge l’APE

La prima cattiva notizia è che l’APE non sarà per tutti. Sin da subito Renzi ha spiegato che questo nuovo sistema “varrà soltanto per un po’ di tempo”, il che significa che non sarà definitivo. Quando la nuova legge di stabilità entrerà in vigore, ovvero nel 2017, saranno coinvolti i lavoratori nati dal 1951 al 1953, ovvero chi avrà tra i 64 e i 66 anni. Non è detto che dopo questo triennio la pensione anticipata venga confermata, o almeno che venga confermata con gli stessi parametri. Parliamo infatti di un regime sperimentale.

Come funziona l’APE e quali penalizzazioni comporta

Andare in pensione anticipata avrà il suo prezzo. Il lavoratore che decide di aderirvi volontariamente riceverà negli anni che lo separano dalla pensione “definitiva” una pensione ridotta pagata dalle banche; una volta andato in pensione riceverà un assegno inferiore a quanto avrebbe preso se fosse andato in pensione normalmente. La differenza servirà a ripagare questa specie di prestito bancario, e dopo averlo ripagato chi ci guadagna è lo Stato che eroga vita natural durante una pensione ridotta.

Ma quali penalizzazioni comporta l’APE? La riduzione dell’assegno pensionistico varia dal 4% all’anno (ma si parla di abbassarlo al 3%), fino ad una variabile determinata dalla quantità dell’assegno stesso: più è alto l’assegno pensionistico e maggiori sono le decurtazioni. Ciò significa che, secondo i calcoli del Ministero, le pensioni più alte con 3 anni di anticipo possono subire anche un taglio fino al 25-30%. Secondo una prima stima effettuata per avere un’idea del peso della pensione anticipata, un pensionato medio (circa 1000 euro di assegno) che decidesse di andare in pensione solo con un anno di anticipo, perderebbe mediamente 40 euro al mese di pensione; con due anni di anticipo perderebbe 80 euro al mese, con tre anni 120 euro al mese. Ovviamente più cresce l’importo pensionistico e maggiori saranno i tagli.

È bene ricordare che siamo ancora a livello di proposte, la legge di stabilità deve passare prima dal vaglio dell’Unione Europea anche se l’approvazione sembra scontata visto che costerebbe allo Stato italiano poche centinaia di milioni di euro (le altre proposte sarebbero costate dai 5 ai 7 miliardi) e porterebbe enormi risparmi sul lungo periodo.

Foto: Freeimages

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Pensione dalle banche: come funziona e quanto conviene 17 Giugno 2016 - 09:54

[…] gliela pagheranno gli istituti finanziari che possono essere sia banche che assicurazioni. È il nuovo Ape, quel sistema che Renzi aveva detto che avrebbe pesato sulle tasche dei lavoratori solo per una […]

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