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8 per mille e gli altri ‘per mille’ della dichiarazione dei redditi

8 per mille

Anche per quest’anno è arrivato il periodo della dichiarazione dei redditi e, tra scaglioni, detrazioni e conteggi vari, gli italiani dovranno anche districarsi tra l’8 per mille, il 5 per mille e gli altri cosiddetti “per mille” previsti dal Fisco. Si tratta di un metodo alternativo per finanziare organizzazioni di ogni tipo, religiose, benefiche, politiche, ecc., facendo in modo di pesare il meno possibile sulle tasche degli italiani. Siccome è un metodo poco costoso e che finora non ha suscitato grandi polemiche, il Governo Renzi ha pensato che, in questo 2016, fosse il caso di aggiungere un “per mille” nuovo. Cerchiamo di capire meglio e di districarci in questa giungla.

I classici 8 per mille e 5 per mille

Il primo contributo storicamente introdotto nella dichiarazione dei redditi è stato l’8 per mille la cui applicazione attuale si deve al Governo Craxi nel 1984. L’8 per mille è obbligatorio, nel senso che il contribuente è libero di segnalare in fase di dichiarazione a chi versarlo, ma se non dovesse segnalare nulla, il prelievo verrà effettuato ugualmente e verrà poi distribuito alle varie confessioni religiose. Il contributo va alle confessioni religiose autorizzate dall’Agenzia delle Entrate, che per il 2016 sono:

  • Chiesa Cattolica
  • Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno
  • Assemblee di Dio in Italia
  • Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi
  • Chiesa Evangelica Luterana
  • Unione delle comunità ebraiche
  • Sacra Arcidiocesi ortodossa
  • Chiesa apostolica
  • Unione Cristiana Evangelica Battista
  • Unione Induista
  • Unione Buddhista

Qualora non si volesse scegliere nessuna delle precedenti confessioni religiose è possibile destinare l’8 per mille allo Stato.

Per quanto riguarda il 5 per mille, a differenza dell’8 per mille, non è obbligatorio, ma è facoltativo. Ciò significa che se un contribuente non specifica a chi vuole destinarlo, non pagherà nulla. Lo scorso anno circa il 40% dei contribuenti ha deciso di versarlo. Inoltre pagare il 5 per mille non esclude il pagamento dell’8 per mille. Il 5 per mille è nato per sostenere le associazioni benefiche non a scopo di lucro, perciò vi troviamo le Onlus (associazioni di volontariato), gli enti di ricerca scientifica e le università, le associazioni sportive dilettantistiche e le fondazioni di promozione sociale.

Gli altri “per mille” nella dichiarazione dei redditi

E poi ci sono gli altri cosiddetti “per mille”, che in realtà sono tutti 2 per mille, sempre facoltativi, aggiunti negli ultimi anni dai vari governi. Uno dei 2 per mille è possibile destinarlo ai partiti politici, nato in seguito all’eliminazione del finanziamento ai partiti, l’altro invece, nato quest’anno, è possibile destinarlo alle associazioni culturali. Come negli altri casi, nessuno dei due 2 per mille esenta dal pagamento dell’8 per mille, possono essere scelti entrambi, uno solo dei due o nessuno dei due.

Foto: Pixabay

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