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Nuovo Senato e Federalismo: le riforme del ddl Boschi

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Il ddl Boschi è ormai ad un passo da diventare legge. La riforma costituzionale ha terminato nella serata di ieri il suo iter in Parlamento e per l’entrata in vigore definitiva si attende soltanto il referendum che dovrebbe tenersi ad ottobre. Nuovo Senato, Federalismo e non solo, ecco tutte le novità della riforma Boschi.

Come funziona il Nuovo Senato

La legge è stata cambiata decine di volte in due anni, ma alla fine è passata così: il bicameralismo perfetto non esiste più. Il Nuovo Senato non si occuperà più di fare le leggi, ma farà da raccordo tra la Camera dei Deputati e gli organismi locali, ovvero le Regioni e i Comuni, e con l’Europa. Viene ridotto il numero dei senatori, dagli attuali 315 si passa a 100, dei quali 74 già consiglieri regionali, 21 sindaci e soltanto 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Non ci saranno più delle elezioni per votare il Nuovo Senato, ma gli incarichi termineranno alla scadenza del proprio mandato amministrativo (per esempio quando uno dei 21 sindaci finisce il suo mandato, smetterà anche di essere senatore). I membri nominati dal Presidente della Repubblica restano in carica 7 anni. Il ruolo del Senato diventa consultivo, cioè deve assicurarsi che le norme vengano rispettate dall’altro ramo del Parlamento. La funzione di bicameralismo perfetto viene ripristinata soltanto nei seguenti casi:

  • leggi costituzionali;
  • leggi a tutela delle minoranze linguistiche;
  • referendum popolari;
  • leggi su Europa, Comuni e città metropolitane;
  • elezione di 2 giudici della Corte Costituzionale;
  • elezione del Presidente della Repubblica.

Il Federalismo diventa legge

Il “sogno” della Lega, ovvero il Federalismo, sta per diventare legge. Ovviamente in maniera diversa rispetto alla “secessione” voluta a suo tempo da Bossi. La nuova legge sul Federalismo prevede che in tutti i casi in cui c’è un concorso di competenze tra Stato e Regioni, il potere su quell’argomento passi allo Stato. Inoltre passano allo Stato centrale anche alcune competenze da sempre nelle mani delle Regioni come infrastrutture e ambiente. Solo alle cosiddette “Regioni virtuose” potranno essere assegnati dei poteri aggiuntivi.

Il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) e le Province sono da oggi considerati Enti inutili. Il primo verrà abolito, le seconde subiranno una rivisitazione. Molte spariranno, altre saranno accorpate tra di loro o inglobate nelle aree metropolitane.

Altre novità del ddl Boschi

Tra le altre aggiunte della riforma Boschi abbiamo l’eliminazione dei delegati regionali (sostituiti dai senatori) per quanto riguarda l’elezione del Capo dello Stato; cambia anche il quorum per la sua elezione alla settima votazione: basteranno i 3/5 dei votanti. Inoltre viene aggiunto il Referendum Propositivo: servono 500 mila firme con un abbassamento del quorum se si raccolgono oltre 800 mila firme, mentre triplica il numero delle firme necessarie per proporre una legge di iniziativa popolare: da 50 a 150 mila firme.

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