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Nuove regole mutui 2016: dalla morosità agli espropri

nuove regole mutui

Le commissioni Finanza di Camera e Senato stanno valutando in questi giorni alcune modifiche alla legge che regola i mutui in Italia. Le modifiche che andremo ad illustrarvi di seguito possiamo considerarle, di fatto, definitive, in quanto hanno l’appoggio della maggior parte dei gruppi parlamentari e anche se non sono ancora in vigore, lo saranno molto presto.

Nuove regole mutui: cosa cambia in caso di morosità

La modifica principale che ha destato tanta preoccupazione e polemiche riguarda la modifica della norma sulla morosità. Inizialmente il Governo voleva inserire la possibilità di espropriare un immobile dopo appena 7 rate del mutuo non pagate; in seguito ad una battaglia parlamentare si è arrivati ad un compromesso: la casa può essere espropriata da parte della banca dopo 18 rate non pagate (e non più 7), e si fa una distinzione netta tra rate non pagate e rate pagate in ritardo. Non c’è alcun problema per quanto riguarda i ritardi, il numero delle “18 rate” infatti riguarda soltanto quelle che non vengono proprio pagate.

Inoltre la clausola è facoltativa quindi un contraente può anche chiedere che non venga inserita e la banca non può condizionare il contratto a questa clausola (per es. non può far pagare di più se non si accetta la clausola). Questa modifica non sarà retroattiva, dunque non potrà essere applicata né nei contratti già in vigore, né in caso di surroga (subentro di un nuovo contratto di mutuo).

Le altre nuove regole mutui 2016

Il decreto permetterà al contraente di avvalersi di un consulente, al momento della stipula del contratto, per evitare così che condizioni troppo svantaggiose vengano inserite a sua insaputa. Ci si può anche affidare ad un perito indipendente, nominato dal Presidente del Tribunale, che possa stimare il valore dell’immobile. Una norma richiesta dalla Commissione Europea si chiama “patto marciano” che consiste nella possibilità di ricorrere, da parte del cliente, a causa della sproporzione tra la cifra richiesta col mutuo e il valore del bene dato in garanzia. Cioè se si chiede un mutuo di 100 mila euro, si può ricorrere nel caso in cui la banca richieda come garanzia un altro immobile dal valore di 300 mila euro.

In caso di esproprio, con le nuove regole dopo che l’abitazione viene venduta all’asta, se l’ammontare ricevuto supera il debito, al debitore va corrisposta la differenza; qualora la cifra ottenuta fosse inferiore al debito, esso va ritenuto ugualmente estinto.

Tra tante novità, una proposta di modifica è invece stata respinta: il patto commissorio. Si trattava di un patto, che era già stato vietato diversi anni fa, il quale prevedeva che in caso di inadempienza del pagamento del credito entro la scadenza, la casa sarebbe passata al creditore (cioè alla banca). Qualcuno ha provato a renderlo legale, ma è stata confermata la nullità di tale patto.

Foto: Pixabay

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