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Canguro e supercanguro: cosa significano nel linguaggio parlamentare?

canguro e supercanguro

Da alcuni anni gli italiani stanno conoscendo alcuni termini nuovi per quanto riguarda il linguaggio parlamentare e politico. Ultimamente, in merito alla discussione sulle Unioni Civili e il ddl Cirinnà, hanno spesso sentito parlare di due animali ben poco italiani: il canguro e supercanguro. Ma di cosa si tratta? I parlamentari italiani non si sono scoperti improvvisamente animalisti, ma hanno deciso di adottare alcuni provvedimenti per velocizzare il loro lavoro, saltando alcuni procedimenti lunghi. Per riassumere in una sola parola questa procedura, si è deciso di adottare il nome dell’animale simbolo dei salti, ovvero il canguro. Ma cerchiamo di capire meglio cosa sono il canguro e supercanguro.

Canguro e supercanguro: quando si applicano

Nel nostro sistema giuridico, il Parlamento deve approvare le leggi in entrambe le Camere su testi perfettamente uguali. Basta infatti cambiare anche soltanto una virgola che la votazione ricomincia daccapo. A volte però ci sono alcune leggi molto controverse, come appunto quelle sulle Unioni Civili, che provocano molto dissenso tra i parlamentari, e questi decidono così di fare ostruzionismo, presentando migliaia di emendamenti, ovvero proposte di modifica del testo, spesso inutili, provocatori e ripetitivi. L’ostruzionismo consiste nel fatto che ogni emendamento va discusso e votato; essendo migliaia di proposte, si rischia di protrarre la discussione per mesi o per anni. Per tale motivo sono stati adottati gli strumenti del canguro e supercanguro che servono per evitare, con un unico salto, di discutere e votare tutti quegli emendamenti, arrivando alla votazione finale del testo di legge così come era stato presentato.

Differenza tra canguro e supercanguro

Ma perché due nomi? Il canguro consiste in un unico emendamento con il quale si decide che tutti gli altri emendamenti vengono rifiutati. Lo presenta il Governo, la giunta per il regolamento della Camera o del Senato deve votare sulla legittimità o meno del canguro (può anche decidere che è illeggittimo), e se passa non si discutono più le modifiche alla legge. Solitamente questo strumento viene utilizzato quando gli emendamenti sono tanti perché in realtà sono simili, cioè presentano le stesse proposte. Anziché votare 100 volte la stessa proposta di modifica, con il canguro si vota un no al primo degli emendamenti, ma il no vale anche per tutti gli altri simili.

Il supercanguro è un provvedimento che prevede un iter diverso ma che in sostanza è uguale al canguro: anziché lasciare inalterato il testo della legge, il supercanguro lo modifica, lasciando però che la legge resti sostanzialmente uguale. Al contempo permette di respingere tutti gli emendamenti proposti dall’opposizione, arrivando dunque in fretta alla votazione finale. Il supercanguro respinge gli emendamenti non come atto di forza ma perché afferma che non sono più validi in quanto fanno riferimento ad una legge che non esiste più, essendo stata modificata. Insomma, più che saltare l’ostacolo, lo aggira. L’iter prevede che la maggioranza approvi soltanto un primo emendamento che modifichi la legge a livello formale (aggiunge per esempio una virgola o una parola che a livello giuridico cambia il testo, ma a livello pratico non ne modifica il senso), facendo così decadere tutte le altre proposte di modifica.

Foto: Pixabay

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