Home / Attualità / Economia e Risparmio / Il crack della Banca Etruria: l’Eba aveva previsto il rischio due anni fa

Il crack della Banca Etruria: l’Eba aveva previsto il rischio due anni fa

Banca Etruria crack

Addio recessione? Sembra proprio di sì. Negli ultimi anni le banche europee si sono dimostrate più forti rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi iniziata nel 2008. La conferma viene direttamente dalle parole di Adam Farkas, direttore esecutivo dell’Eba (European Banking Authority), a margine di un convegno organizzato dalla The European House-Ambrosetti su “L’innovazione nei pagamenti e nei servizi finanziari”.

Adam Farkas, al vertice dell’autorità europea che controlla e monitora le attività finanziarie per tutelare investitori e consumatori da danni potenziali, ha rimarcato come le banche europee, oltre a possedere una buona liquidità, presentano una maggiore capacità di assorbimento delle perdite. Questi due fattori le hanno rafforzate, rendendole più resistenti agli shock finanziari rispetto al passato.

La solidità del sistema bancario europeo viene però messa a dura prova da alcune strategie sbagliate, ultime in ordine di tempo quelle che hanno coinvolto l’Italia con il caso Banca Etruria. Farkas bacchetta l’Italia per la mancanza di comunicazione nei confronti dei consumatori: “Le obbligazioni subordinate e gli ibridi sono prodotti che hanno sempre dovuto assorbire le perdite nel caso di problemi finanziari dell’emittente: l’importante è che gli investitori, quelli adeguati a questo tipo di rischio, ne siano consapevoli, vengano informati in maniera appropriata”.

In un contesto dove i mercati sono soggetti alla volatilità dei prezzi è fondamentale tutelare risparmiatori e consumatori, i quali non devono essere danneggiati dalle logiche complesse della Finanza. Un messaggio chiaro quello lanciato dal rappresentante dell’Eba ai vertici della finanza italiana.

L’Eba aveva previsto il rischio fallimento di alcune banche europee già nel 2014, emanando congiuntamente con Esma e Eiopa un documento di ammonimento, per attirare l’attenzione degli organi di controllo nazionale. Molte delle banche europee, – adesso fallite o assorbite -, proporzionavano diffusamente e senza l’informazione necessaria sui rischi connessi a queste particolari tipologie d’investimenti, le proprie obbligazioni senior, subordinate e convertibili ai clienti. Una modalità che ha danneggiato migliaia di risparmiatori non consapevoli del rischio di perdite legato a questi strumenti finanziari.

Nelle ultime fasi del convegno, il direttore dell’European Banking Authority, spiega come la volatilità sui prezzi delle banche e il calo delle loro azioni sia compensata dalla maggiore liquidità, che le rende più forti e resistenti. Il calo del prezzo delle materie prime, le proiezioni di un rallentamento globale dell’economia e le politiche monetarie molto accomodanti sono considerate da Farkas come le cause principali di questa volatilità, che danneggia la solidità e i profitti delle banche.

Le banche europee e internazionali producono adesso meno utili con le attività di trading che si stanno diffondendo tra i loro clienti e alcune di esse sono ancora alle prese con elevate sofferenze, che mettono in discussione la loro redditività. Solo attraverso un’informazione adeguata sui rischi connessi a strumenti d’investimento vecchi nuovi come le obbligazioni subordinati e il forex, i consumatori potranno riacquisire quella fiducia nel sistema bancario persa negli ultimi anni.

Potrebbe interessarti anche:

partita iva costi

Partita IVA costi 2018 regime forfettario e normale

Quali costi si devono sostenere in fase di apertura della Partita IVA e quelli da sostenere durante l'anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.