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Tassa sull’ascensore: quanto costa e chi paga la nuova tassa di Renzi

tassa sull'ascensore

Il Premier Matteo Renzi si vanta spesso di avere eliminato alcune tasse che gravavano sulle spalle degli italiani, ma si “dimentica” al contempo di ricordare le tasse che ha aggiunto. Tra queste è molto probabile che a breve se ne aggiunga un’altra: la tassa sull’ascensore. E non una tassa da poco: secondo i calcoli di Confedilizia consterebbe il doppio dell’ex Tasi sulla prima casa, recentemente eliminata.

In cosa consiste la tassa sull’ascensore

“Ce lo chiede l’Europa”, quante volte abbiamo sentito questa frase? Anche in questo caso torna di moda. Secondo una recente direttiva europea, infatti, gli stabili che hanno un ascensore adesso dovranno effettuare ulteriori controlli di sicurezza. Non è proprio esatto chiamare questo esborso “tassa sull’ascensore” perché in realtà non è una vera e propria tassa (non va nelle casse dello Stato, almeno non direttamente), ma gli assomiglia molto. Assomiglia ad una tassa perché si tratta di un costo fisso a cui i proprietari di casa dovranno far fronte obbligatoriamente.

Secondo la legislazione europea, tutti gli ascensori che saranno in funzione dal momento dell’entrata in vigore della nuova legge, e quelli che verranno attivati successivamente, dovranno subire controlli di sicurezza ulteriori come:

  • certificazione di conformità alle leggi europee;
  • precisione di fermata;
  • livellamento cabina-piano;
  • illuminazione nel locale macchine;
  • efficacia dei dispositivi di chiusura delle porte;
  • presenza delle porte di cabina;
  • rischio di schiacciamento porte;
  • presenza del dispositivo di comunicazione d’emergenza;
  • illuminazione della cabina.

Quanto costa la tassa sull’ascensore

Secondo i calcoli di Confedilizia, i soli controlli periodici che dovranno essere effettuati sugli ascensori costeranno in media 350 euro a famiglia, più del doppio della Tasi sulla prima casa recentemente eliminata, che ammontava, sempre in media, a 170 euro a famiglia. A questo esborso se ne potrebbe aggiungere un altro: nel caso in cui il controllo rilevasse qualche carenza nei punti sopra esposti, bisognerebbe far partire immediatamente i lavori di ristrutturazione, i quali comporterebbero ulteriori pagamenti.

Senza contare che, come ricorda Confedilizia, la legge già prevede che ogni 6 mesi gli ascensori debbano essere controllati, e ogni 2 anni subiscano una verifica da parte della Asl o dell’Arpa. Il Ministero dello Sviluppo Economico si difende affermando che questa verifica nuova graverà solo una volta sui proprietari di casa dato che verrà effettuata soltanto alla prima installazione, o nei casi di impianti già esistenti, soltanto una volta; inoltre i condomini beneficiano delle detrazioni fiscali per la manutenzione straordinaria già previste dal Governo. La nuova tassa sull’ascensore è attualmente al vaglio del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi di Palazzo Chigi, sbarcherà in uno dei prossimi Consigli dei Ministri e poi dovrà passare la votazione del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni.

Foto: Freeimages

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