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Pensione di reversibilità: il Governo vuole toglierla alle vedove?

pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità potrebbe cambiare a partire dal 2017. La proposta arriva dal Governo che vuole evitare di fornire un contributo al reddito doppio alle persone che non ne hanno bisogno, per fare in modo di lasciare le risorse a disposizione dei cittadini effettivamente bisognosi. Ma la prima bozza della legge che circola da qualche giorno ha già scatenato un mare di polemiche perché, secondo alcuni esperti, non solo toglierebbe la pensione di reversibilità a chi non ne ha necessità, ma anche a chi non avrebbe altra forma di reddito. Cerchiamo di riannodare i fili della questione e capirne di più.

Pensione di reversibilità: come funziona finora

La pensione di reversibilità è una forma di sostegno al reddito per le vedove o gli eredi che erano a carico di un pensionato. Dopo la morte del pensionato, la legge prevede che la moglie o altri eredi che risultano a carico ricevano parte della pensione precedente. Se il beneficiario della pensione di reversibilità del defunto è la sola moglie, le spetta di diritto il 60% della pensione precedente (se un pensionato percepiva 1500 euro, alla moglie vanno 900 euro); se restano moglie e un figlio, la pensione percepita è dell’80%, mentre resta al 100% se ci sono moglie e due o più figli a carico. Le percentuali sono variabili in base ai beneficiari (solo figli, genitori, fratelli o sorelle, ecc.)

Pensione di reversibilità: la proposta di cambiamento

La polemica si è sollevata nel momento in cui il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti ha svelato che esiste un disegno di legge delega del Governo, approdato in commissione lavoro alla Camera, il quale trasforma la dicitura della pensione di reversibilità da prestazione previdenziale a prestazione assistenziale. Cosa vuol dire? Significa che, come per tutte le altre prestazioni assistenziali, esso sarà collegato all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente): in questo modo un’enorme quantità di vedove o eredi rimarrebbe fuori dalla prestazione.

Per poter accedere alle prestazioni assistenziali, l’ISEE dev’essere molto basso, cioè va a tutelare soltanto quelle famiglie numerose o quelle senza reddito o con un reddito da fame. Secondo Pedretti, per esempio, se una vedova vive in casa con un figlio che lavora, anche con uno stipendio basso, non avrebbe più diritto alla reversibilità perché l’ISEE risulterebbe troppo alto. Lo stesso dicasi per le case in eredità: l’abitazione passerebbe automaticamente di proprietà alla vedova che si ritroverebbe con una casa, ma senza reddito in quanto la casa alza di parecchio l’ISEE.

Dietro la decisione del Governo, secondo Pedretti, c’è la volontà dello Stato di trattenere nelle sue casse i contributi versati dal defunto, il quale per tutta la vita avrebbe lavorato con la consapevolezza non solo di una pensione, ma anche del fatto che, in caso di morte, quei contributi continuerebbero ad essere versati ai propri cari. Ma se la legge passasse in questo modo, non sarebbe più così.

Cosa risponde il Governo sulla questione Pensione di reversibilità

A 48 ore dallo scoppio della polemica sulla pensione di reversibilità, è il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano a prendere la parola. Damiano ha detto di essere totalmente contrario a questa norma e non è intenzionato ad accettarla. Sulla stessa linea d’onda, per una volta, anche la Lega Nord e Forza Italia. Annusando aria di sconfitta in caso di votazioni, è arrivato già un primo cambiamento di rotta da parte del Consiglio dei Ministri. Con una nota ufficiale di Palazzo Chigi, è stato specificato che la legge delega “dà e non toglie”. Con questa nuova norma si vuole evitare di aiutare due volte le stesse persone, creando un’unica “misura anti-povertà”.

Se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per  evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri”

si legge sulla nota. Al momento sembra che un po’ tutto il Parlamento sia contrario a questa norma, vedremo come si evolverà.

AGGIORNAMENTO: Il Ministro Poletti ha smentito questa ipotesi, ecco le sue parole:

La polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata. Evidentemente c’è chi cerca facile visibilità e si diletta ad inventare un problema che non c’è per poi poter dire di averlo risolto. La proposta di legge delega del Governo lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere

Foto: Pixabay

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