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Bonus baby sitter 2016: a chi spetta e come ottenerlo

bonus baby sitter

Il Governo Renzi ha confermato anche per l’anno 2016 il cosiddetto bonus baby sitter, ovvero un voucher entrato in via sperimentale nell’ordinamento italiano dal 2012 ma che adesso sembra diventato definitivo. Il bonus baby sitter non è altro che un aiuto che spetta alle donne diventate recentemente madri che vogliono però tornare presto a lavorare. Ecco in cosa consiste.

Bonus baby sitter 2016: chi ne ha diritto

Ha diritto al bonus baby sitter 2016 una mamma lavoratrice nel settore pubblico, dipendente del settore privato oppure iscritta presso la gestione separata Inps, che ha di recente avuto un figlio. È possibile fare richiesta del voucher subito dopo il periodo di congedo parentale obbligatorio ed entro gli 11 mesi successivi a questo periodo, ma soltanto se la madre-lavoratrice ha deciso di non usufruire completamente del periodo di maternità. È inoltre possibile richiedere il bonus baby sitter anche per più figli, se rientrano nei requisiti sopra descritti.

Non sono previsti limiti di reddito, ma sono escluse dal provvedimento le donne che, avendo un reddito familiare molto basso, possono già accedere ad alcuni tipi di aiuti per l’infanzia a costo zero. Sono altresì escluse le libere professioniste iscritte ad una cassa previdenziale diversa dalla gestione separata, oppure quelle iscritte al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

In cosa consiste il bonus baby sitter e come richiederlo

Il bonus baby sitter 2016 consiste in un assegno da 600 euro mensili per non più di 6 mesi (solo 3 mesi per le autonome) da erogare direttamente ad una baby sitter assunta con regolare contratto; oppure in alternativa si può optare per il contributo da versare ad un istituto per i servizi all’infanzia (asili nido), sia pubblici che privati. L’assegno viene ridotto in caso di lavoratrice part-time, in base alle ore di lavoro effettuate.

Per poter ottenere il bonus baby sitter 2016 è necessario collegarsi al sito dell’Inps, accedere al proprio profilo tramite PIN personale e indicare:

  • il tipo di beneficio da richiedere (bonus baby sitter oppure voucher per l’asilo, indicando la struttura);
  • il numero di mesi di cui si intende beneficiare;
  • il numero di mesi di congedo parentale ai quali si rinuncia (si può tenere conto anche dell’eventuale congedo parentale del padre);
  • modello ISEE.

In alternativa è possibile presentare la richiesta tramite patronato. Dal momento della richiesta e fino a che non si riceve una risposta, la donna lavoratrice si impegna a rinunciare al congedo parentale. Se si è scelto il contributo per l’istituto, il pagamento avverrà direttamente sul conto dell’organizzazione fino ad un massimo di 600 euro mensili (se la retta è 700 euro, i 100 euro di differenza li deve pagare la madre); se si è scelto di affidare il bambino alla baby sitter, il pagamento avverrà attraverso il sistema dei buoni lavoro che la madre dovrà ritirare presso l’istituto Inps più vicino. L’erogazione del bonus, per l’anno 2016, è garantita fino al raggiungimento del tetto stanziato di 20 milioni di euro.

Fonte: Inps
Foto: Freeimages

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