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Paesi più corrotti del mondo nel 2015: Italia come Senegal e Lesotho

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La visione che all’estero si ha dell’Italia è quella di un popolo corrotto, e probabilmente anche per questo la nostra economia non decolla. Non ci sono solo le mafie a creare problemi all’Italia: dall’ultimo studio realizzato dall’organizzazione indipendente Transparency International che ha redatto il Corruption Perception Index 2015, l’Italia risulta ancora tra i Paesi più corrotti del mondo nel 2015, almeno considerando gli Stati Occidentali, anche nella vita comune e nella gestione del settore pubblico.

Come funziona il Corruption Perception Index 2015

Il Corruption Perception Index 2015 è l’indice di percezione della corruzione che si ha di una nazione all’interno del Paese stesso e all’estero. Il questionario è rivolto a uomini d’affari ed esperti internazionali nella lotta alla corruzione. I risultati vengono poi incrociati con dati oggettivi quali la mancanza di spesa per i servizi pubblici (scuole, sanità, ecc.) a causa di fenomeni corruttivi e le politiche di ogni Paese contro la corruzione.

Paesi più corrotti del mondo nel 2015: Italia 61esima

In una scala da 0 a 100 dove zero è il punteggio peggiore, significa che un Paese è super corrotto, e cento è invece il punteggio migliore, l’Italia si trova in una posizione poco edificante per essere tra le dieci più forti economie mondiali: è soltanto 61esima. La nazione meno corrotta al mondo è la Danimarca, seguita come sempre dagli altri Paesi nordici: Finlandia e Svezia sul podio, Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera e Germania rispettivamenti alle posizioni 5, 6, 7 e 10. Nella top 10 anche Nuova Zelanda, Singapore e Canada.

Tra gli altri grandi Paesi mondiali il Regno Unito si piazza all’undicesimo posto, gli Stati Uniti al diciassettesimo, Giappone 20esimo, Francia 23esima e Spagna 36esima. È dunque pessima la figura dell’Italia che si piazza alla posizione numero 61, a pari punti con Lesotho, Senegal, Montenegro e Sudafrica. Alle ultime posizioni (167), per problemi noti e molto gravi compaiono Somalia, Corea del Nord e Afghanistan.

La situazione italiana è in chiaroscuro. Le buone notizie arrivano proprio dal posizionamento, leggermente migliorato rispetto agli scorsi anni quando abbiamo occupato anche il sessantaquattresimo posto. Il nostro punteggio è salito di un punto rispetto al 2014 e al 2013 e di due punti rispetto al 2012. La cattiva notizia invece arriva dal confronto con gli altri Paesi. Considerando la media del punteggio mondiale, siamo esattamente a metà: è 43 punti (l’Italia ne ha 44). Se però prendiamo in considerazione quelli dell’Unione Europea, siamo molto indietro dato che la media è di 65, e siamo indietro anche tra i Paesi del G20 che hanno un punteggio medio di 54.

Fonte: transparency.org
Foto: Pixabay

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