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Inquinamento record in Italia: quali sono le nostre emissioni?

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L’Italia è sempre stata uno dei Paesi più inquinanti al mondo, ma in questi ultimi tempi sta battendo ogni record. Da diverse settimane, complice anche un vortice di alta pressione che tiene lontane le nubi e, di conseguenza, le piogge, le nostre città si stanno trasformando in vere e proprie pentole a pressione di CO2. Da Roma a Milano, senza escludere alcuni grandi centri del Sud, i sindaci le stanno tentando tutte per abbassare i livelli di smog, dalle targhe alterne alle domeniche a piedi, ma l’inquinamento proprio non vuole diminuire. Il tutto a poche settimane di distanza dalla COP21 nella quale è stato detto chiaramente che stiamo soffocando il nostro pianeta. Ma davvero il problema sono solo le auto? Quanta è anche nostra responsabilità?

L’inquinamento domestico batte ogni altra forma di emissioni…

Secondo molte persone le limitazioni alle auto non servono ad abbassare il livello di CO2 nelle città, e in parte hanno ragione. Secondo gli ultimi studi pubblicati in questi giorni, per il 45% la cappa di smog sopra le nostre teste è causata dal riscaldamento domestico. Usiamo sistemi di riscaldamento vecchi e inefficienti, non a caso da alcuni anni i vari Governi hanno stabilito degli incentivi per chi passa a sistemi di riscaldamento più moderni. Non basta installare una stufa a pellet, per esempio, per dirsi salvi dall’inquinamento: le stufe più vecchie inquinano decine di volte in più di quelle nuove, e probabilmente sono anche peggiori dei classici termosifoni a metano.

Ma il nostro impatto deriva anche dall’uso sconsiderato degli elettrodomestici. Per esempio una lavatrice a 30 gradi senza centrifuga consuma il 25% di una a 40 gradi con centrifuga, figuriamoci il risparmio rispetto al classico lavaggio con l’acqua molto calda; una lampadina a risparmio energetico consuma 5 volte meno di una tradizionale, un frigorifero A+++ consuma un terzo rispetto ad uno inefficiente.

…ma le auto inquinano comunque tanto

Se decidessimo di avere elettrodomestici ultra-risparmiosi e di riscaldarci con l’ultimo ritrovato della tecnologia, ancora dovremmo fare i conti con la più classica forma di inquinamento: l’automobile. Anche se il trasporto incide “solo” per il 25% della nostra impronta ambientale, stiamo parlando sempre di cifre importanti. Le auto che abbiamo in Europa emettono mediamente 124 grammi di CO2 per ogni chilometro percorso, con un picco di ben 350 g/km per i SUV. Le automobili oggi sono sempre più efficienti e si stanno sviluppando le tecnologie ibride ed elettriche, ma siamo ancora lontani dall’avere auto pulite. Sicuramente, in questo caso, la soluzione sarebbe acquistare un’automobile Euro 5 (come il caso Volkswagen insegna, la differenza di emissioni tra diesel e benzina non è poi così marcata), o una col motore elettrico, anche se l’ideale sarebbe utilizzare il trasporto pubblico.

Secondo i calcoli basati sui mezzi in circolazione negli ultimi anni in città, ogni autobus permette di emettere soltanto 20 grammi di CO2 per km percorso per ogni passeggero, 6 volte in meno che con l’auto, il treno invece quasi zero, anche se alcuni alta velocità emettono quasi quanto un’auto. Sui viaggi lunghi invece non possiamo farci nulla. Gli aerei emettono 153 grammi di CO2 per chilometro per ogni passeggero e da soli sono responsabili di circa il 3% delle emissioni totali, ma da questo punto di vista ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare davvero poco, se non preferire (quando possibile) il treno.

Foto: Freeimages

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