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Lavoratori autonomi: le novità del 2016

lavoratori autonomi 2016

I lavoratori autonomi, detti volgarmente “popolo delle partite Iva”, sono passati da casta privilegiata degli anni ’90 ad emblema del precariato in Italia dei giorni nostri. Dietro le cosiddette “finte partita Iva” si nascondono vere e proprie collaborazioni dipendenti spacciate per lavoro autonomo per permettere alle aziende di pagare meno tasse. I professionisti, d’altro canto, pur di lavorare, accettano queste condizioni precarie, senza tutele e senza diritti. Ma dal 2016 qualcosa cambierà grazie alle nuove regole riscritte dal Governo Renzi. Siamo ancora lontani dalle tutele del lavoro determinato, ma qualche diritto in più c’è.

Dalla maternità all’assicurazione, le novità per i lavoratori autonomi nel 2016

Le lavotrici autonome potranno finalmente diventare madri senza più pensieri. La nuova legge infatti prevede che le titolari di partita Iva possano ottenere l’indennità di maternità. Non solo: infatti in quel lasso di tempo potranno continuare anche a lavorare, a differenza delle lavoratrici dipendenti che sono obbligate ad astenersi dal lavoro. Per ottenere l’indennità, della durata di 6 mesi che si può chiedere in qualsiasi momento entro i primi 3 anni di vita del bambino, basta presentare domanda all’Inps, anche se si è iscritti ad un’altra cassa professionale.

Dal 2016 i lavoratori autonomi non solo potranno diventare genitori, ma potranno anche andare in malattia. Diritti che per qualsiasi altra categoria di lavoratori sembrano scontati, ma non lo sono per gli autonomi. Il Governo ha previsto che, in caso di malattia grave (degenza superiore ai 30 giorni), è possibile sospendere i versamenti contributivi fino ad un massimo di 2 anni. Attenzione però perché si parla di sospensione, non di esenzione. Ciò significa che, al ritorno al lavoro, i contributi non versati andranno comunque restituiti, spalmati in un lasso di tempo fino al triplo della degenza (se per esempio un lavoratore è stato in ospedale 2 mesi, potrà restituire quei 2 mesi di contributi in un arco di tempo di 6 mesi).

Maggiori tutele arrivano anche per i brevetti e i diritti d’autore. Chi inventa qualcosa avrà diritto allo sfruttamento economico della stessa, a meno che non sia stato pagato esplicitamente (tramite contratto) per inventare quel bene. Per i professionisti che hanno difficoltà a farsi pagare le fatture, è stata istituita un’assicurazione apposita. Sottoscrivendola, l’autonomo otterrà il pagamento della propria fattura direttamente dallo Stato senza dover ricorrere alle agenzie di recupero crediti. Inoltre i premi pagati all’assicurazione saranno detraibili. A proposito di detraibilità, si potranno detrarre fino a 10 mila euro di spese riguardanti la formazione professionale.

Regime dei minimi 2016

E infine le ultime novità riguardanti il regime dei contribuenti minimi 2016. Col nuovo anno scade definitivamente il tempo per potersi registrare con il vecchio regime e così tutti i nuovi professionisti dovranno aderire necessariamente a questo. Per ottenere le agevolazioni previste, ovvero tassazione al 5% fino al quinto anno e poi 15% successivamente, esenzione dalla tenuta registri contabili e studi di settore, è necessario non superare la soglia annuale stabilita dalle tabelle Ateco (dai 25 ai 50 mila euro a seconda della tipologia del lavoro), non aver sostenuto spese per collaboratori superiori ai 5000 euro annuali e non superare 20 mila euro di costi per beni strumentali. La tassazione Inps, per i lavoratori autonomi non iscritti a casse professionali, è del 24%.

Foto: Freeimages

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