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Che cos’è il deposito cauzionale? Come evitarlo?

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Dal 1 giugno 2014 nelle bollette di acqua, luce e gas è entrato in vigore il metodo di calcolo del deposito cauzionale: è una somma da versare a inizio contratto a garanzia del fornitore in caso di morosità. Le disposizioni indicate dall’Autorità (AEEGSI) stabiliscono che il deposito è possibile ma non obbligatorio. Stabiliscono inoltre che è retroattivo, cioè lascia ai trader la possibilità di applicarlo sui contratti già firmati.

Il deposito cauzionale è da calcolarsi sulla base del consumo medio della singola utenza riferito al precedente anno solare o, in mancanza del consumo storico, del consumo medio annuo per tipo d’uso. Come nel caso del mercato a maggior tutela, anche il fornitore nel mercato libero dell’energia può richiedere al cliente un deposito o una garanzia. Nel caso in cui si scegliesse di passare a un nuovo trader, se in precedenza l’utente ha versato un deposito il fornitore di luce, acqua o gas è tenuto a restituirlo, comprensivo degli interessi legali, entro trenta giorni dalla cessazione del contratto

Ma come evitare di pagarlo? I clienti che scelgono di saldare le bollette attraverso la domiciliazione postale o bancaria, oppure utilizzano la carta di credito, sono esentati dal versamento del deposito cauzionale. Molte compagnie del mercato libero, inoltre, non richiedono alcun deposito. Ad esempio, il passaggio ad una società come Enegan Luce e Gas da un altro operatore può non costare nulla, fatto salvo per eventuali costi di bollo.

In linea generale l’importo massimo che può essere chiesto da un operatore di gas è di 25 euro per consumi fino a 500 metri cubi all’anno e di 77 euro per consumi tra 500 e 5.000 metri cubi all’anno. Per l’energia elettrica si può invece richiedere un deposito cauzionale massimo di 11,5 € al kilowatt di potenza prevista dal contratto, pari a 34,5 € per la famiglia tipo.

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