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Cop21: cos’è e a cosa serve la conferenza Onu di Parigi

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Seicentomila. A tanto ammontano i morti causati dai cambiamenti climatici negli ultimi 20 anni. Trentamila all’anno, più di 80 al giorno. Numeri implacabili quelli pubblicati dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi delle catastrofi (Unisdr) alla vigilia di quello che da molte parti è considerato il meeting sul clima più importante della storia. Terrorismo permettendo, la Cop21 (Conferenza delle Parti) è prevista proprio nella città di Parigi, la più bersagliata dagli attacchi dell’Isis, dal prossimo 30 novembre fino all’11 dicembre.

Gli obiettivi della Cop21

La Cop21 è una conferenza organizzata dalle Nazioni Unite con l’intento di far trovare un accordo a tutti i 195 Paesi sotto l’egida dell’Onu per stabilire parametri comuni di riduzione delle emissioni. Dal graduale abbandono delle fonti fossili ai nuovi tetti per le emissioni delle automobili, dalla riorganizzazione delle aree urbane fino allo stop al degrado ambientale, sono tanti i temi che verranno trattati nelle due settimane di conferenza, con l’obiettivo di mettere tutti d’accordo sul fatto che i cambiamenti climatici siano una minaccia reale davanti alla quale non possiamo più far finta di niente.

È più di un ventennio che si susseguono le conferenze Onu, a cadenza annuale, senza però trovare una soluzione comune. Dal protocollo di Kyoto in poi è stato difficilissimo conciliare le esigenze di grandi Paesi industrializzati, in primis gli Stati Uniti, con quelli dei Paesi emergenti come Cina, India e Brasile. Nessuno ha mai voluto ridurre le emissioni per non soffocare la propria economia, eppure le conseguenze più catastrofiche, come in una sorta di legge del contrappasso, si sono registrate proprio nei Paesi più restii al cambiamento. La speranza è che, di fronte agli ultimi studi scientifici che attestano letteralmente la distruzione del pianeta, i rappresentanti di tutte le nazioni si impegnino in un cambiamento reale.

L’obiettivo finale è non far aumentare la temperatura media del pianeta oltre i 2 gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale. Sopra quella soglia infatti le conseguenze saranno imprevedibili e certamente catastrofiche.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici

Come detto ad inizio articolo, la Cop21 si apre con numeri terrificanti. Oltre alle 600 mila vittime accertate negli ultimi 20 anni a causa dei cambiamenti climatici (606 mila per la precisione), non vanno dimenticate le persone che hanno perso la casa o che hanno avuto bisogno di interventi medici in seguito ad un evento naturale. Si stima infatti che, considerando tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, la conta possa superare i 4 miliardi di individui. E se le vite umane non dovessero far cambiare idea ai decisori politici, forse potrebbe farlo il denaro: solo nei Paesi a basso reddito, dove le conseguenze dei cambiamenti climatici sono state più gravi, i danni ammontano a quasi 2 miliardi di euro.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono state finora l’incremento costante delle inondazioni che sono state responsabili di quasi la metà dei disastri registrati; ma anche siccità, tempeste, incendi e tantissime altre sciagure che hanno portato il contatore delle vittime a crescere soprattutto in Cina e India, ma anche nei Paesi del Sud-Est asiatico, in Brasile e in Africa.

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