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Energia: le città con le bollette più care

bollette più care

I cittadini romani vivranno pure in una delle città più belle del mondo ma fra traffico, manifestazioni e disagi vari, oggi si aggiunge un altro aspetto negativo della città eterna: le bollette più care d’Italia. Uno studio di questi giorni elaborato da SOS Tariffe ha stilato la classifica delle città italiane con le bollette dell’energia più costose, e ne è emerso che sono proprio gli abitanti di Roma quelli che pagano più di tutti.

Secondo l’indagine che ha preso in considerazione i capoluoghi di regione d’Italia, nella città di Roma si consumano 4199 Kwh annui a famiglia, con un incremento del 15% rispetto al 2014 ed un costo annuo di ben 1016 euro. Non ci sono grosse differenze tra Nord e Sud visto che alle prime due posizioni delle città più economiche troviamo una città meridionale, Campobasso, e una settentrionale, Bologna.

La classifica delle città con le bollette più care

Come detto la Capitale è la città più costosa dal punto di vista della spesa energetica. È inoltre l’unica a superare la soglia psicologica dei mille euro pro-capite di spesa. Sul podio delle città più costose si piazzano anche Cagliari (912 euro l’anno) e Palermo (847). Queste tutte le altre:

  • Napoli (751 euro)
  • Trieste (735)
  • Bari (726)
  • Venezia (716)
  • Catanzaro (706)
  • Ancona (693)
  • Firenze (682)
  • Potenza (673)
  • Milano (670)
  • Aosta (658)
  • Perugia (647)
  • Trento (640)
  • L’Aquila (631)
  • Genova (619)
  • Torino (610)
  • Bologna (609)
  • Campobasso (594)

Aosta risulta inoltre la città che ha diminuito maggiormente il suo consumo energetico rispetto all’anno scorso, riducendolo del 16,3%, seguita da Catanzaro e Trento (-11,3%). Le più sprecone sono invece proprio Roma che ha aumentato il suo consumo del 15,5%, Genova, Cagliari e Napoli con incrementi tra il 2 e il 4%.

I consigli per tagliare la propria bolletta energetica

SOS Tariffe, dopo aver considerato le città con le bollette più care, fornisce anche alcuni consigli utili su come ridurre il proprio consumo energetico, senza necessariamente ridurre la propria qualità della vita. Nessuno infatti vuole tornare a vivere nelle caverne o ad illuminarsi con le candele, basta soltanto apportare qualche piccolo accorgimento per ridurre la propria bolletta di quasi la metà.

I primi due accorgimenti che si devono prendere sono confrontare le varie tariffe prima di sottoscrivere un contratto perché, a seconda delle proprie esigenze, ogni compagnia può offrire alcuni vantaggi come accade per esempio per le tariffe telefoniche; inoltre se si aderisce alla tariffa bioraria, si consiglia di utilizzare gli elettrodomestici energivori come lavatrici, asciugatrici e scaldabagni, nei momenti di minor costo (notte, fine settimana e giorni festivi).

Altri errori comuni sono usare la lavatrice da 60° in poi. La lavatrice è indispensabile, ma è anche uno degli elettrodomestici che consumano di più. Superare i 60 gradi abitualmente significa pagare il 10% in più di bolletta (circa 40 euro l’anno). Il consiglio è dunque fare la lavatrice a 40 gradi. Discorso simile per la lavastoviglie: riscaldare l’acqua è costoso, meglio usare l’acqua calda dei rubinetti; scegliere gli elettrodomestici di fascia alta può avere un costo maggiore all’inizio, ma fa risparmiare tantissimo sulla bolletta. Bisogna tener conto per esempio che un frigorifero dura 10-15 anni (a volte anche di più), la differenza tra un A++ e un A è di circa 40 euro di risparmio l’anno. Durante l’intera vita di un frigorifero dunque con un A++ si risparmiano 400-600 euro, valeva la pena spenderci 100 euro in più in fase di acquisto? Lo stesso dicasi con l’asciugatrice che può portare ad un risparmio di 20 euro l’anno.

Ma i consigli non finiscono qui. Illuminare la casa con i LED al posto delle vecchie lampadine ad incandescenza riduce il costo della bolletta annua di altri 40 euro, tagliare l’utilizzo del ferro da stiro del 50% grazie a piccoli accorgimenti (per esempio stendere i panni facendo in modo che siano belli dritti e non abbiano bisogno di essere stirati, non lasciare il ferro acceso inutilmente, stirare a freddo ove possibile o ridurre le sessioni di stiraggio aumentando il carico) fa ridurre il costo di 20 euro l’anno.

Secondo SOS Tariffe se si seguissero tutti questi consigli si potrebbero tagliare i costi della bolletta da un minimo del 31% ad un massimo del 47%, ovvero si otterrebbe un risparmio da 278 a 310 euro l’anno.

Foto: Freeimages

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