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Reddito di dignità in Puglia: test per il reddito di cittadinanza?

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La Regione Puglia ha varato ufficialmente il Reddito di dignità. Ha un nome diverso, ma è praticamente lo stesso principio del Reddito di cittadinanza proposto, a livello nazionale, dal Movimento 5 Stelle, o al sussidio nazionale ai disoccupati che esiste in molti Paesi stranieri come la Germania, la Francia o gli Stati Uniti. Che si tratti delle prove generali prima dell’entrata in vigore a livello nazionale?

Come funziona il Reddito di dignità in Puglia

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha annunciato un paio di giorni fa il progetto del Reddito di dignità e ieri sera ha confermato che la Giunta Regionale ha approvato il disegno di legge in merito. Possono richiedere l’assegno fino a 600 euro al mese i disoccupati e le persone che, pur lavorando, non raggiungono tale soglia. Ovviamente il reddito familiare deve rimanere sotto una certa soglia che verrà precisata in fase successiva. La precisazione “fino a” è importante in quanto l’assegno non è necessariamente di 600 euro al mese ma se per esempio una persona lavora e guadagna 400 euro al mese può ottenere un’integrazione di 200 euro dalla Regione Puglia.

Le persone che otterranno l’assegno assistenziale non potranno crogiolarsi in quanto dovranno impegnarsi in attività formative, di riqualificazione professionale o dovranno essere disposte ad applicarsi in attività di natura sociale. Detto in altre parole, chi otterrà l’assegno potrà continuare ad incassarlo solo a patto che partecipi a corsi di aggiornamento per la propria professione o a stage per inserimento lavoro, non rifiuti tutte le offerte di lavoro che gli verranno presentate oppure, nel caso in cui nessuno dei due precedenti casi possa essere assolto, accetti di fare lavori di pubblica utilità (come il servizio civile).

Il Reddito di dignità, secondo i calcoli della Regione Puglia, arriverà a coprire 20 mila famiglie, circa 60 mila persone, per un costo totale di 70 milioni. Emiliano ha specificato che questi 70 milioni non arriveranno dall’innalzamento delle tasse regionali ma arriveranno in gran parte dai fondi europei, mentre il resto sarà coperto dai fondi nazionali e dal bilancio regionale ordinario. L’obiettivo finale è di coprire la totalità delle persone che si stima vivano sotto la soglia di povertà, ovvero circa 320 mila individui nella sola Puglia, entro 5 anni.

Perché il Reddito di dignità pugliese è un test di livello nazionale

L’Italia si avvicina sempre più all’istituzione del Reddito di dignità (o di cittadinanza). Sono lontani i tempi in cui gli esponenti del Movimento 5 Stelle venivano derisi per tale idea. Non solo infatti essa è praticabile in tantissimi Paesi vicini al nostro, ma gli esperimenti stanno diventando sempre di più. Aveva iniziato proprio la Puglia lo scorso anno con i cantieri di cittadinanza ed uno stanziamento minimo di 4 milioni di euro, poi è stata la volta del Friuli Venezia Giulia che di milioni ne ha stanziati 10. Dopodiché proprio il Premier Renzi aveva annunciato di aver avviato una sperimentazione in determinate città e adesso è arrivato il tentativo su larga scala di una delle Regioni più grandi e popolose d’Italia. Senza contare le proposte degli ultimi giorni sul sussidio agli over 55. Se il tentativo pugliese dovesse rivelarsi un successo, con le dovute regolamentazioni nell’arco di qualche anno potremmo vedere il Reddito di dignità, o Reddito di cittadinanza, esteso a livello nazionale.

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