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Legge di Stabilità 2016 potrebbe saltare: dubbi su Tasi, Canone e Iva

legge di stabilità 2016

Sembrava che quest’anno la Legge di Stabilità 2016 dovesse passare in tempi record, ormai già approvata da tutti gli organi politici e fosse arrivata quasi in porto. E invece rischia di saltare, facendo tornare al lavoro il Governo per riscriverla da zero. Alcuni dei punti cardine sui quali si basava: taglio della Tasi, intervento sull’Iva, introduzione del Canone Rai in bolletta, tagli alle Regioni e tantissimi altri interventi potrebbero venire bocciati. E visto che la Legge di Stabilità 2016 si basava proprio su di essi, si dovrebbe ricominciare il lavoro da zero.

I dubbi dei tecnici sulle tasse della Legge di Stabilità 2016

I tagli alle tasse sulla casa potrebbero non essere sostenibili. Secondo i tecnici del Senato infatti l’eliminazione della Tasi sulla prima casa e l’eliminazione dell’Imu agricola e quella sugli imbullonati creerebbero un buco di bilancio per i Comuni impossibile da colmare. Se poi a tutto ciò aggiungiamo il fatto che il Governo ha imposto alle Regioni di tagliare ulteriori 17 miliardi di euro entro il 2019, più quelli alla Sanità, comprendiamo come gli enti locali rischiano il collasso. Non basta il fondo di solidarietà comunale a coprire le minori entrate, in questo modo, dicono i tecnici, i Comuni subirebbero un irrigidimento del bilancio che bloccherebbe tutti i lavori.

Ma i problemi fiscali non finiscono qui. Anche il sempre più probabile aumento dell’Iva di un punto percentuale secondo i tecnici è sovrastimato. Per i ragionieri del Governo dovrebbe portare nelle casse oltre 4 miliardi di euro, secondo i tecnici non molto più della metà, il che renderebbe questo aumento delle tasse solo un danno all’economia senza grossi benefici.

E poi c’è il problema del Canone Rai. L’inserimento nella bolletta elettrica sembra sempre più fantascienza. I tecnici hanno due dubbi fondamentali: il primo riguarda il gettito che non sarebbe così risolutorio come Renzi spera, e poi non sono sicuri che tutte le compagnie elettriche, in quanto aziende private, sarebbero disposte a fornire all’Agenzia delle Entrate i nominativi dei clienti che non pagano il canone. Inoltre l’inserimento di questa tassa in bolletta rischierebbe di danneggiare le aziende stesse che potrebbero vedere un aumento della morosità per impossibilità di pagare una bolletta improvvisamente salatissima (la proposta è di inserire il pagamento una tantum di 100 euro sulla bolletta di febbraio, oltre ovviamente al costo normale dell’energia). A tutto ciò si aggiunge che non è molto “legale” presumere che un utente sia dotato di televisore, affibiandogli così una tassa a prescindere.

Legge di Stabilità 2016: gli altri problemi su lavoro e lotta all’evasione

Purtroppo i quesiti posti al Governo sulla Legge di Stabilità 2016 non finiscono qui. Ci sono per esempio dubbi sulla copertura del rinnovo dei contratti dei dipendenti statali nella pubblica amministrazione; ce ne sono sulla norma che consente il part-time agli over 63 prima di andare in pensione. Per i tecnici infatti in questo modo si limita il turnover (cioè non si liberano posti per i giovani, non risolvendo il problema della disoccupazione), mentre secondo altri esponenti politici, anche dello stesso PD, saranno in pochi i datori di lavoro che accetterebbero tale forma contrattuale visto che non è conveniente per loro.

Ancora dubbi per quanto riguarda il nuovo scudo fiscale, chiamato Voluntary Disclosure per non far capire agli italiani che si tratta di un condono. Ebbene, secondo i tecnici del Senato gli introiti da 1,5 miliardi sono sovrastimati e secondo loro nemmeno il Governo sa davvero quanti soldi potrebbero entrare da questo nuovo regalo agli evasori. Così come non è facile stimare gli effetti dell’aumento del tetto di spesa con contante da mille a tremila euro, o le nuove regole sugli acquisti nel settore pubblico: i dati sono troppo aleatori per poter garantire un effettivo gettito fiscale sufficiente a coprire le spese programmate.

Per adesso i tecnici hanno bocciato la manovra, hanno chiesto spiegazioni al Governo e si riservano di dare un giudizio definitivo dopo aver ricevuto la risposta.

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