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Perché la Juve non vince più? La crisi spiegata in 5 punti

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La Juventus non vince più. Dodici punti in 10 partite, frutto di appena 3 vittorie, tre pareggi e addirittura 4 sconfitte non sono numeri da pretentente allo scudetto. Di certo sono lontani anni luce dalla squadra che ha vinto quattro scudetti di fila, stabilito il record in Europa con oltre 100 punti conquistati in un solo campionato, e soprattutto dalla squadra che fino a pochi mesi fa contendeva al Barcellona di Messi e Neymar la Champions League. Questa è una Juve capace di perdere contro il Sassuolo, subire un gol al 94′ dal Frosinone, e di vedere mister 100 milioni Paul Pogba trotterellare per il campo nemmeno fosse una partita scapoli contro ammogliati. Ma come è possibile che si è passati dalle stelle alle stalle in soli quattro mesi? Ecco spiegata la crisi in cinque punti.

1 – Sfortuna

È innegabile che per vincere ci voglia anche un pizzico di fortuna, e quest’anno la Juventus non solo non l’ha avuta, ma è stata colpita da una sfiga incredibile. Prima i tanti infortuni nelle prime giornate di campionato, poi i calciatori recuperati e di nuovo persi, a cui si aggiungono eventi più unici che rari (Caceres che si schianta con la Ferrari viene messo fuori squadra, reintegrato dopo un mese, si infortunia due giorni dopo; Lichtsteiner a cui viene diagnosticato un problema cardiaco dopo tanti anni di professionismo, Asamoah che torna a giocare dopo due anni, gioca 20 minuti e si infortunia di nuovo, e così via). Oltre ai vari infortuni, si aggiunge la sfortuna in campo, basti guardare il Sassuolo che vince con un solo tiro in porta, peraltro con una punizione che nemmeno Maradona, o i punti persi contro Frosinone, Udinese o Borussia Moenchengladbach in seguito a partite dominate con decine di tiri verso la porta mai entrati. Problemi di mira? Sicuramente sì, ma di certo Morata, Dybala, Mandzukic e Zaza non sono dei novelli che non hanno mai giocato nella massima serie.

2 – Allenatore non all’altezza

Si sa che Allegri non è mai stato uno degli allenatori più innovativi del mondo. Non è famoso per i suoi schemi, né per il suo carattere trasmesso ai calciatori in campo, e nemmeno per le sue idee tattiche. Quando in campo mancano campioni e fortuna, tutte le lacune tattiche vengono al pettine. La Juve ha dalla sua una superiorità tecnica innegabile, ma questa superiorità porta soltanto a sopraffare l’avversario sul possesso palla, ma con un possesso sterile, che non porta a nulla se non a qualche tiro da fuori area. Per la mole di gioco creata infatti, la Juve dovrebbe segnare 5 gol a partita, e invece a malapena ne segna uno (ha il dodicesimo attacco del campionato con una media di 1,1 gol a partita). Non si vede mai uno schema offensivo (l’unico schema della Juve è “palla a Cuadrado”), gli schemi dai calci piazzati falliscono sempre, e anche in difesa ci sono enormi lacune visto che ogni volta che gli avversari attaccano si crea il panico. Ai limiti tattici a volte si rimedia con il carattere (guardare la Juve di Conte per credere), ma purtroppo con Allegri manca anche questo. La squadra è svogliata, spesso regala un tempo a partita agli avversari (contro la Roma ha regalato 75 minuti!), e manca sempre la carica agonistica…gli occhi della tigre!

3 – Mosse di mercato sbagliate

Anche la società ha una parte delle colpe. Forse uno tra Tevez, Vidal e Pirlo andava trattenuto. Mancano infatti i guizzi di Tevez che spesso risolveva le partite con una giocata tirata fuori dal cilindro, manca la grinta di Vidal e mancano le punizioni di Pirlo. In ogni partita la Juve ha almeno 3-4 occasioni su calcio piazzato, ma manca di specialisti, e inoltre manca un regista. Ci sarebbe Marchisio, ma viste le noie fisiche forse un sostituto migliore di Hernanes ci vorrebbe. Meglio un Pirlo a mezzo servizio che un Hernanes al 100%. E poi non dimentichiamo che il tanto criticato Pirlo lo scorso anno ha risolto molte partite segnando le punizioni che quest’anno mancano a referto.

Sbagliati sono stati anche alcuni acquisti, il più lampante di tutti è Mandzukic: svogliato, inconcludente, sembra un corpo estraneo in questa squadra; Zaza è un buon giocatore, ma forse tra lui e Berardi (uno capace di far espellere un calciatore esperto come Chiellini e grande tiratore di punizioni) forse sarebbe stato meglio scegliere il calabrese; l’acquisto di Dybala è stato positivo, ma forse bisognava addossargli meno responsabilità, un anno all’ombra di Tevez gli avrebbe fatto bene; e infine che senso ha avuto prendere un talento come Rugani per non farlo mai scendere in campo?

4 – Dove sono i senatori?

La forza della Juve è sempre stata quello zoccolo duro che serviva da esempio. Purtroppo Chiellini quest’anno sta mostrando più lacune che cose positive, Lichtsteiner e Marchisio sono sempre infortunati, Pogba è ben lontano dal valore di 100 milioni, se ci si dovesse basare sulle prestazioni degli ultimi due mesi non varrebbe nemmeno 10 milioni, Evra è stato messo da parte forse troppo precocemente e perfino Buffon ha cominciato a sparare a zero sui compagni, i segnali sono davvero preoccupanti.

5 – Mancanza di prospettive

Ma l’aspetto che più preoccupa i tifosi bianconeri è che non sembra che la società abbia compreso i veri problemi della Juve. Allegri non è in discussione, si continua a parlare di acquisti sul mercato che di certo non risolverebbero la situazione, senza comprendere che è la mentalità dei calciatori che dev’essere cambiata, non gli uomini in campo. Anche se ci fossero Messi e Cristiano Ronaldo, senza un’amalgama di squadra, un progetto comune, uno spirito di gruppo, non si va da nessuna parte. La società forse l’ha capito tardi mandando la squadra in ritiro, l’importante è che non si pensi che sia tutto risolto dopo la prossima vittoria. La crisi sarà superata solo se di vittorie ne arrivassero almeno 5 o 6 consecutive, altrimenti si è solo interrotto un periodo di sconfitte.

Foto: commons wikimedia

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