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Carne rossa provoca il cancro? Attenzione ai facili allarmismi

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carne rossa provoca il cancro

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato, nella giornata di ieri, l’equivalente di una bomba atomica nel settore alimentare: la carne rossa provoca il cancro. Lo studio dell’organizzazione indipendente internazionale rischia di far fallire centinaia di aziende alimentari che basano il proprio commercio proprio sulla carne rossa. Ma forse sarebbe bastato un po’ più di cautela per evitare i soliti allarmismi che solitamente accompagnano questi studi. È innegabile che la carne rossa provochi il cancro, ma la domanda da porsi in questo caso è: in quali quantità?

Lo studio sulla carne rossa dell’Oms

Il rischio che la popolazione mondiale si fermi al titolo “la carne rossa provoca il cancro” è forse più pericoloso della stessa carne rossa. Infatti entrando nel dettaglio, basta andare a leggere lo studio per capire che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Prima di tutto si parla di “carni processate” o meglio conosciute come carni lavorate, quelle che hanno cioè bisogno di alcuni metodi di conservazione per mantenersi nel tempo. E qui c’è il primo distinguo da fare.

A precisare la situazione è stata la Coldiretti italiana che ha specificato come lo studio dell’Oms si basi sui metodi di conservazione americani che prevedono l’affumicatura, la polimerizzazione e la fermentazione. Effettivamente l’affumicatura o gli altri metodi possono essere paragonabili, in quanto a pericolosità per la salute, al fumo, ma queste tecniche in Italia non sono quasi per nulla praticate. Da noi infatti il metodo di conservazione più comune per le carni rosse è la salatura, elemento naturale e innocuo per la salute.

Secondo elemento da considerare è il consumo di carne. La carne rossa aumenterebbe del 18% il rischio di cancro (dunque non il 100% come qualcuno dice in queste ore) di fronte ad un consumo superiore ai 50 grammi al giorno. Anche in questo caso il parametro è molto filo-americano dato che negli USA o in Australia si consuma così tanta carne, ma non in Italia dove consumiamo quasi la metà della carne rossa consumata in America, secondo le stime pro capite. Non a caso il dr. Kurt Straif che ha guidato lo studio ha specificato che:

per un individuo, il rischio di sviluppare il cancro colonrettale a causa del consumo di carne processata rimane basso, ma il rischio aumenta con l’aumentare della carne consumata.

In altre parole il dottor Straif specifica che consumare la carne lavorata in sé non fa venire il cancro, ma soltanto se un individuo ne consuma tanta, allora il rischio aumenta. Inoltre altro punto da considerare è che fare allarmismi significa spingere migliaia di persone a riconsiderare l’uso di carne rossa, e non consumarla significa anche esporsi a rischi per la salute. Un altro dei responsabili della ricerca, il dr. Christopher Wild, direttore dello IARC (Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro), aggiunge che:

Allo stesso tempo, la carne rossa ha valore nutrizionale. Perciò questi risultati sono importanti per aiutare i governi e le agenzie regolatorie internazionali a condurre analisi dei rischi in modo da bilanciare i rischi e i benefici del mangiare carne rossa e carne lavorata e provvedere alle migliori raccomandazioni alimentari possibili.

Wild insomma sta dicendo che nemmeno loro, con questo studio, dicono di smettere di mangiare carne rossa, ma soltanto di trovare un equilibrio perché i valori nutrizionali di questo alimento sono importanti e non se ne può fare completamente a meno. Basta soltanto non eccedere con il consumo.

Chiudiamo con una valutazione della Coldiretti che in un comunicato ufficiale ha dichiarato

Le carni made in Italy sono più sane perché magre, non trattate con ormoni e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione Doc, che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. […] Non si tiene peraltro conto che gli animali allevati in Italia non sono uguali a quelli allevati in altri Paesi e che i cibi sotto accusa come hot dog, bacon e affumicati non fanno parte della tradizione italiana.

Insomma, continuiamo a seguire la dieta Mediterranea e il rischio di cancro correlato alla carne rossa sarà tenuto sotto controllo.

Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità
Foto: Freeimages

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