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Tasi 2016: non pagheranno nemmeno gli inquilini in affitto

tasi 2016

L’ultima modifica alla Legge di Stabilità voluta dal Governo Renzi corregge un dettaglio che sarebbe potuto costare caro a milioni di italiani, ovvero chi vive in affitto. Dal 2016 la Tasi a loro destinata non sarà più dovuta, ma resterà invece da pagare la Tasi sulle seconde case relativa alla quota dei proprietari. Ecco perché è nata questa modifica.

Via le tasse sulla prima casa

È ben noto che Renzi abbia sbandierato da mesi, come suo cavallo di battaglia, la volontà di eliminare Imu e Tasi sulla prima casa. Queste odiate tasse riguardavano, fino alla scorsa settimana, soltanto le prime case di proprietà. Il rischio che si è paventato in queste ultime ore era che, per recuperare questo gettito fiscale, i Comuni fossero costretti ad aumentare la Tasi sulle seconde case. Il problema era che in molte seconde case vivono inquilini in affitto, e per loro quella è prima casa. Per evitare così che il risparmio su Imu e Tasi sulla prima casa fosse pagato dagli affittuari, il Governo Renzi ha deciso che la quota di Tasi spettante agli inquilini (dal 10 al 30% a seconda dei Comuni) non sarà pagata da chi è in affitto se quell’abitazione risulta prima casa. D’altra parte però la quota spettante ai proprietari (dal 70 al 90%) dovrà essere ugualmente pagata.

Un’ulteriore distinzione va fatta per gli inquilini in affitto che però non stabiliscono in quell’abitazione la loro residenza. Basti pensare per esempio agli studenti fuori sede, ai lavoratori che usano un appartamento come appoggio temporaneo o altri casi simili. Per loro la quota di Tasi dal 10 al 30% rimane da pagare.

Altre novità su Imu e Tasi 2016

Le novità per le tasse sulla casa non finiscono qui. È stato regolamentato in modo specifico il caso dei cosiddetti immobili merce, ovvero quegli immobili costruiti e non ancora venduti. Questi fino al 2015 pagavano sia Imu che Tasi, nel 2016 continueranno a pagarle, ma con uno sconto. Per la precisione l’Imu resterà uguale (non essendo prima casa non cambia nulla), ma per quanto riguarda la Tasi il Governo ha evitato che, come previsto in precedenza, i Comuni chiedessero di innalzare l’aliquota massima applicabile. Per gli immobili merce dunque la richiesta massima che i Comuni possono fare è del 10,6 per mille per l’Imu e del 2,5 per mille per la Tasi.

Novità anche per quanto riguarda le case di lusso come ville, castelli o altri immobili accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Per loro non ci sarà l’esonero dall’Imu prima casa, ma continueranno a pagarlo potendo però usufruire di una detrazione di 200 euro (per esempio se per loro l’Imu veniva 1000 euro, adesso viene 800 euro). Eliminata invece in modo definitivo l’Imu sui terreni agricoli anche in Comuni non montani e quella sugli imbullonati. Sventata anche la possibilità di un aumento delle addizionali regionali, il range delle aliquote resta lo stesso del 2015.

Foto: Freeimages

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